Roberto Vacca – Lifestyle – DMO Data Manager Online https://lifestyle.datamanager.it Lifestyle - DMO Data Manager Online Thu, 06 Dec 2018 08:46:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 Quando l’abitudine non è legge https://lifestyle.datamanager.it/2014/11/quando-labitudine-non-legge/ https://lifestyle.datamanager.it/2014/11/quando-labitudine-non-legge/#respond Tue, 18 Nov 2014 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2014/11/18/quando-labitudine-non-legge/ Sapete che chi scrive MLN per dire “milioni” dovrebbe essere multato per almeno 250 euro? Ho scritto “kilometri” in una delle prime pagine del mio libro “Come imparare una cosa al giorno e non invecchiare mai” che Mondadori pubblicherà a fine anno. Una solerte e abile redattrice/editor ha corretto “kilometri” in “chilometri”. Ha seguito la […]

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Sapete che chi scrive MLN per dire “milioni” dovrebbe essere multato per almeno 250 euro?

Ho scritto “kilometri” in una delle prime pagine del mio libro “Come imparare una cosa al giorno e non invecchiare mai” che Mondadori pubblicherà a fine anno. Una solerte e abile redattrice/editor ha corretto “kilometri” in “chilometri”. Ha seguito la consuetudine: scrivono così quasi tutti. Però, se l’editore pubblicherà il testo contenente “chilometri” sarà passibile di una sanzione da 250 € a 750 € per l’inosservanza di quanto disposto dal decreto del Presidente della Repubblica numero 802 del 12/8/1982 in applicazione della Direttiva CEE 80/81.

L’art.1 del decreto stabilisce che “per indicare le unità di misura di cui ai commi precedenti si devono usare esclusivamente le denominazioni, le definizioni e i simboli previsti nell’allegato”.

Grandezza Unità Nome Simbolo
Lunghezza Metro m (*)
Massa Chilogrammo kg (*)
Tempo Secondo s (**)
Intensità corrente elettrica Ampère A
Temperatura termodinamica Kelvin K
Quantità di materia Mole Mol
Intensità luminosa Candela Cd

 

(*) la m e la k sono minuscola, ma Word ogni tanto la cambia in maiuscola

(**) la s è minuscola, ma Word ogni tanto la cambia in maiuscola

DISATTENZIONE FATALE

Sfatiamo subito la leggenda che l’alfabeto italiano comprende 21 lettere. Ne comprende 26: le leggi della Repubblica non possono essere scritte con alfabeti stranieri. È italiana, dunque, la lettera k, che si trova anche nel famoso documento di Capua del 960: “Sao ko kelle terre per kelli fini…”. Va, dunque, usata come nelle altre lingue, doverosamente e certo per indicare i multipli delle unità di misura come prescrive la legge.

“kilometri” e NON “chilometri”!

Nello stesso decreto citato appaiono (e sono italiane!) le altre 4 lettere: j come in “Joule”, w come in “Watt”, x come in “lux”, y come in “Henry”.

È triste che nella terza riga della tabella il legislatore si dia la zappa sui piedi: impone kg e scrive chilogrammo! La disattenzione del legislatore introdurrebbe nell’alfabeto italiano anche la “è” con accento grave, come in “Ampère”.

MOLTIPLICARE SENZA PERSEVERARE

Più oltre, nel decreto, troviamo la Tabella 1.3 che stabilisce i prefissi che moltiplicano il valore di qualunque unità per vari coefficienti. Per milioni, per miliardi e per migliaia di miliardi i prefissi sono: M (Mega), G (Giga) e T (Tera). Sono da multare e fustigare i giornalisti, i deputati e gli autori che scrivono “2148 MLD di debito pubblico” (invece di 2,15 T € ovvero 2148 Giga €); che scrivono “IVA evasa per 37 MLN” (invece di 37 M € ovvero 37 milioni di euro). Dovemmo anche smettere di indicare il punto decimale con una virgola e di separare i gruppi di 3 ordini di grandezza degli interi con punti invece che con virgole come fa la grande maggioranza dei paesi del mondo. Chi scrive 1,5 per dire “uno e mezzo” (e magari lo legge “uno punto cinque”) dovrebbe scrivere 1.5. Un milione e seicentoquindicimila euro andrebbe scritto 1,615,000 €. Anche gli anglosassoni non sono scevri da difetti: per indicare due milioni e mezzo di dollari, scrivono 2.5m $, che nel Sistema Internazionale vuol dire due millesimi di dollaro e mezzo. Scrivono “per capita”, invece di “pro capite” come facciamo correttamente in Italia. E perseverano tutti diabolicamente.

 

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Bomba o non bomba https://lifestyle.datamanager.it/2014/10/bomba-non-bomba/ https://lifestyle.datamanager.it/2014/10/bomba-non-bomba/#respond Thu, 09 Oct 2014 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2014/10/09/bomba-non-bomba/ Gli Stati Uniti decidono di investire in nuove, moderne armi nucleari 355 miliardi di dollari in 10 anni, che nei prossimi trenta anni salirebbero a mille miliardi La notizia è apparsa sul NY Times. In Italia non è stata ripresa dai giornali, né dalla tv. Taluno ha proposto che si revochi a Obama il Nobel […]

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Gli Stati Uniti decidono di investire in nuove, moderne armi nucleari 355 miliardi di dollari in 10 anni, che nei prossimi trenta anni salirebbero a mille miliardi

La notizia è apparsa sul NY Times. In Italia non è stata ripresa dai giornali, né dalla tv. Taluno ha proposto che si revochi a Obama il Nobel per la Pace conferitogli nel 2009 – solo perché sta armando con armi convenzionali e appoggiando curdi e iracheni contro l’ISIS. Questa decisione di rimodernare l’arsenale nucleare USA è motivo molto più forte per revocargli il premio.

Di questi mille miliardi si parlava già nel gennaio 2014. Sarebbero stati ripartiti fra le tre componenti della triade: missili balistici intercontinentali, sottomarini nucleari, bombardieri nucleari. J. Wolfstahl e J. Lewis del James Martin Center for Nonproliferation Studies di Monterey, Calif avevano commentato che il bilancio federale USA non era in grado di tirare fuori queste enormi somme.

RELAZIONI INTERNAZIONALI – Si può arguire che la decisione americana sia la risposta alle minacce di usare armi atomiche per risolvere la crisi in Ucraina, che Putin fece con leggerezza un mese fa. È una reazione nettamente eccessiva rispetto alle provocazioni militari che potrebbero essere rivolte contro gli USA. Il piano prevede, infatti, di sostituire con versioni più moderne, precise ed efficaci: dodici sottomarini nucleari, 100 bombardieri nucleari e 400 silos di lancio di ICBM.

Il Presidente USA nella campagna per il suo primo mandato aveva dichiarato che il suo obiettivo era un mondo senza armi nucleari.

Davanti alla Porta di Brandeburgo (Berlino), il Presidente Obama ha proposto di ridurre a meno di un terzo il numero di armi nucleari americane e russe. Ha detto: «Sia Stati Uniti che Russia dovrebbero ridurre i loro arsenali a circa mille testate nucleari ciascuno». Con il piano attuale dimostra di aver rinunciato del tutto a quel sogno. Più tardi aveva precisato che ci sarebbero voluti molti decenni per un disarmo totale, dimostrando che per i prossimi tre decenni gli Stati Uniti non muoveranno nemmeno un passo per quella lunga strada.

INFORMAZIONI BLOCCATE – Il testo pubblicato dal NY Times descrive anche il nuovo stabilimento per la produzione di armi nucleari a Kansas City, fornendo dettagli irrilevanti: “ospita 2.700 lavoratori, come la fabbrica vecchia che sostituisce, ma consuma metà dell’energia, con un risparmio di 150 milioni di dollari/anno. Ha una caffetteria e una palestra moderne ed efficienti. Si chiama National Security Campus che sembra il nome di un college e non di una fabbrica di armi letali”.

Non vengono fornite informazioni sulla sicurezza delle armi prodotte. Come notavo nel dicembre 2013, dal 1950 al 2003 in USA ci sono state 121 “frecce spezzate”: gravi incidenti coinvolgenti bombe nucleari. Dal 2003, nessuna notizia di altri incidenti. Oltre due all’anno per 53 anni e poi nessuno per 10 anni! C’è da temere che la censura blocchi informazioni che, se fossero note, proverebbero che il rischio sia maggiore di quanto sostenuto.

È segno di degrado culturale grave che si discuta a lungo su rischi minori e non si menzioni nemmeno quello estremo, delle bombe atomiche.

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