Una corte in Florida ha condannato la lobby del tabacco RJ Reynolds Tobacco a risarcire la vedova di un fumatore con 26,3 miliardi di dollari

Diversi studi hanno dimostrato che fumare è molto più pericoloso di quello che si pensava. Le sigarette provocano oltre 40 tipi di patologie che colpiscono diverse parti del corpo e possono addirittura portare al suicidio nei casi più gravi. Oggi una sentenza di una corte della Florida farà storia e segna un punto a favore nella lotta portata avanti da tutti coloro che si battono contro questo vizio che mette a serio rischio la salute, compresa quella dei neonati nel caso del donne in gravidanza. La giuria statunitense ha condannato una multinazionale del tabacco a pagare un risarcimento di 26,3 miliardi di dollari alla vedova di un fumatore.

Le lobby del tabacco non informano correttamente il fumatore

Cynthia Robinson, moglie del tabagista Michael Johnson Sr, aveva fatto causa a RJ Reynolds Tobacco Company, lobby del tabacco produttrice delle sigarette Camel, perché la riteneva responsabile della morte del marito. L’uomo per 36 anni era stato un accanito fumatore ma nonostante i tentavi di smettere, era morto per un cancro ai polmoni. Secondo la vedova e il suo legale, la lobby del tabacco non aveva opportunamente informato i suoi clienti sul pericolo dei vizi del fumo. Dopo 15 ore di consiglio, i giurati del tribunale di della contea di Escambia hanno poi emesso un verdetto a suo a favore.

[blockquote style=”4″]”La RJ Reynolds aveva assunto il rischio calcolato di produrre sigarette e venderle senza informare i consumatori.” –  ha spiegato l’avvocato della Robinson, Willie Gary –  “Speriamo che questo messaggio faccia arrivare alla RJ Reynolds e agli altri colossi del tabacco un messaggio forte e chiaro e li costringa a non mettere più a rischio la vita di gente innocente”.[/blockquote]

La RJ Reynolds Tobacco Company è stata condannata a pagare la cifra record per la Florida di 26,3 miliardi di dollari alla vedova di Jhonson più 16 milioni da destinare agli altri eredi. La lobby del tabacco ha fatto sapere che ricorrerà in appello contro la sentenza e un risarcimento considerato “al di là di qualunque ragionevolezza ed equità”.