In occasione della campagna “Conta fino a 5” sulla sicurezza dei bambini in auto, Opel detta le principali regole da rispettare per viaggiare sicuri

Un utilissimo vademecum, se si pensa alle migliaia di bambini che ogni giorno si muovono in auto accompagnati dai genitori a scuola. Anche se spesso si tratta di percorrere brevi distanze, proprio perché i percorsi sono ormai considerati noti, in quanto entrati a far parte del quotidiano, sono frequenti gli incidenti dovuti a cali di attenzione e ad errori banali.

Attenzione ai tragitti brevi

«Sei mamme e papà su dieci non allacciano le cinture di sicurezza ai bambini negli spostamenti quotidiani in città, pensando che sono troppo brevi perché possa capitare qualcosa di male – informa Lucia Vecere, dirigente Ufficio Mobilità e Sicurezza stradale ACI.
Sembra invece che proprio il 75% degli incidenti che coinvolgono i più piccoli accadano durante questi tragitti brevi, inferiori ai tre chilometri.
Le conseguenze sono spesso traumi per i bambini, più o meno gravi: in Italia sono 4000 ogni anno e gli incidenti sono la quinta causa di morte nell’infanzia.
Questa campagna di educazione sul viaggare sicuri, condotta in collaborazione con ACI e con il Centro Trauma dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, si prefigge di evidenziare i cinque passi indispensabili da ricordare ogni volta che entriamo in macchina, per evitare di esporre i nostri figli al rischio di subire conseguenze fisiche e psicologiche in seguito ad incidenti stradali.

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Obbligatorio quindi il seggiolino per i bambini, che non devono mai viaggiare in braccio a un adulto; La scelta del prodotto dev’essere adeguata a età, peso e altezza del bambino (da luglio 2013 la normativa è cambiata, i tipi di seggiolini sono suddivisi soprattutto in base all’altezza invece che al peso come avveniva in passato) e bisogna assicurarlo correttamente all’auto, meglio se su un sedile posteriore.

Terza regola fondamentale, allacciare le cinture di sicurezza. Qui, è importantissimo il buon esempio dei genitori: se saranno mamma e papà i primi ad allacciare le cinture, è più probabile che i figli imparino in fretta, per imitazione.

«Quarto passo, non lasciare in auto oggetti liberi che, in caso di frenata, potrebbero diventare veri e propri proiettili» – aggiunge Leonardo Bussolin, responsabile del Centro Trauma dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Ultima raccomandazione, forse la più importante, non distrarsi mai alla guida: i gesti compiuti in automatico, come cambiare stazione radio, dare un’occhiata al cellulare o voltarsi un attimo per dare qualcosa al bambino, sono quelli che espongono al maggior rischio di incidenti.

Gli incidenti possono capitare a chiunque

Ci sono poi situazioni più rare ma purtroppo realmente accadute, verso le quali la campagna sensibilizza comunque: la bye bye syndrome, quando l’adulto parte senza controllare che il bambino sia dietro o davanti l’auto, oppure l’abbandono in macchina.

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In questi casi estremi  i genitori dovrebbero aiutarsi con ad esempio uno screensaver sul computer o un allarme sullo smartphone che chiede a una certa ora se ci si è ricordati di portare il bambino all’asilo. Anche un giocattolo sul sedile del passeggero può aiutare a risvegliare la memoria. Esiste anche un apposito seggiolino creato dagli studenti dell’ISIS Fermi di Bibbiena segnala la presenza del bambino quando l’automobile viene chiusa per evitare un tragico epilogo
L’importante è non sottovalutare questi tipi di incidenti, pensando che a noi non potrebbero capitare: «può succedere a chiunque, bisogna sempre essere in allerta se c’è un bambino a bordo».