E’ entrato ufficialmente in vigore il nuovo regolamento del Garante della privacy sulle telefonate mute effettuate dalle aziende di telemarketing

Il Garante della privacy, che ha lanciato l‘allarme sul sistema di telecomunicazioni italiano, ha imposto nuove regole ai call center per quanto riguarda le “telefonate mute”. L’anno scorso molti utenti hanno lamentato questa pratica da parte delle agenzie di telemarketing e sono arrivati a definirla una forma di stalking. Le “telefonate mute”, ovvero una serie di chiamate in cui l’interlocutore non parla, vengono effettuate dai sistemi automatici dei call center per ottimizzare i tempi fra una telefonata e l’altra e servono inoltre a capire quando è più opportuno chiamare i potenziali clienti.

Oggi sono scaduti i 6 mesi concessi dal Garante alla aziende di telemarketing per allinearsi al nuovo provvedimento generale applaudito da Assocontact e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 aprile scorso.

Le nuove regole sulle “telefonate mute”

1) I call center devono tracciare precisamente le “telefonate mute” e queste devono essere interrotte entro 3 secondi dalla risposta dell’utente

2) Non possono essere effettuate più di 3 “telefonate mute” ogni 100 andate “a buon fine” in relazione alle singole campagne di telemarketing

3) L’utente non dovrà più essere messo in attesa silenziosa ma dovrà ascoltare un cosiddetto “comfort noise”, ovvero un suono che dia la sensazione che a chiamare sia un call center e non uno stalker

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4) L’utente che riceve una “telefonata muta” non può essere contattato nei 5 giorni successivi. Nel caso in cui venga contattato nuovamente deve essere garantita la presenza dell’operatore

5) I call center sono obbligati a conservare i dati sulle “telefonate mute” per ogni singola campagna per almeno due anni, in moda da consentire controlli da parte delle autorità.