Addio alla puntura per misurare i livelli di glucosio nel sangue: gli studiosi dell’Università di San Diego hanno approntato una sorta di “tatuaggio” temporaneo per tenere sotto controllo la glicemia dei pazienti affetti da diabete

Si tratta di un dispositivo leggero e ultra-sottile, che si applica direttamente sulla pelle come una specie di cerotto in grado di misurare il glucosio presente nei fluidi sottopelle.

Tutti i sistemi che non pungono

Questo non è il primo dispositivo di misurazione della glicemia che non prevede fastidiose punture: qualche mese fa un gruppo di startupper israeliani aveva sviluppato Dario, in grado di monitorare in modo integrato i parametri vitali necessari per tenere sotto controllo le condizioni di salute di chi soffre di diabete, per la cui cura risulta ancora fondamentale l’uso dell’insulina. Poi è stata la volta di FreeStyle Libre, il primo sistema di monitoraggio rapido del glucosio, facile da usare e molto comodo.
Sulla scia di questi dispositivi hi-tech, l’obiettivo dei dei ricercatori è stato quello di realizzare un sistema alternativo in grado di misurare la glicemia in modo non invasivo, senza bucare la pelle con aghi o prelevare sangue. E’ così che si è arrivati al tatuaggio provvisorio, applicabile sul braccio senza provocare irritazioni cutanee.

Economico e facile da usare

Il suo funzionamento è descritto sulla rivista Analytical Chemistry: l’effetto è quello di un tatuaggio applicabile tramite “trasferello” di carta, in quanto il sensore aderisce all’epidermide in modo analogo.
Con un sistema di elettrodi incrociati, genera una corrente impercettibile che attrae a sé gli ioni di sodio presenti nel fluido tra una cellula e l’altra, che trasportano il glucosio.
Attualmente il tatuaggio provvisorio dura circa 24 ore ed è in grado di determinare con un alto livello di precisione i livelli di glucosio, tanto che potrebbe essere usato in futuro per la gestione del diabete e di altre malattie renali correlate. Anche i costi sono contenuti, dato che la produzione richiede pochi centesimi. Ora gli scienziati sono al lavoro per consentire al dispositivo di inviare via bluetooth i risultati delle analisi direttamente al medico.