Wired e Gizmondo sono convinti che l’inventore dei Bitcoin sia un esperto di sicurezza australiano. La polizia locale, intanto, gli perquisisce la casa

Fin dal 2009 tutti sanno che l’inventore dei Bitcoin si nasconde dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto ma la vera identità del creatore della cryptomoneta esente da IVA durante le operazioni di cambio valuta rimane ancora un mistero. L’anno scorso il Newsweek credeva di averlo trovato in California ma alla fine tutto si risolse in un nulla di fatto. Oggi Wired e Gizmondo sono convinti di possedere le prove che confermano che Nakamoto sia in realtà il 44enne australiano Craig Steven Wright.

Weight lavora da tempo nel settore della sicurezza online ma come sottolinea Massimo Sideri in un articolo sul Corriere della Sera, il suo profilo LinkedIn ne restituisce un’immagine poco chiara dal punto di vista professionale. Il presunto inventore dei Bitcoin avrebbe dimostrato un interesse per la sua creazione solo negli ultimi mesi e la società presso cui sarebbe impiegato (DeMorgan Limited) non ha voluto rispondere a nessuna domanda che lo riguardasse. Inoltre, i post sul suo blog riguardanti la cryptomoneta sono stati rimossi o comunque potrebbero essere stati realizzati ad arte.

La vicenda diventa ancora più misteriosa se si considera che nella notte tra l’8 e il 9 dicembre la polizia federale australiana ha perquisito gli uffici e l’abitazione di Wright nei pressi di Sidney, che secondo un reporter di Routers sarebbe stata abbandonata qualche giorno prima. Le autorità australiane hanno dichiarato che l’operazione rientra in un’inchiesta di evasione fiscale in cui Wright sarebbe coinvolto ma i teorici del complotto sottolineano come sia curioso che questa sia avvenuta proprio in concomitanza con la diffusione delle teorie di Wired e Gizmondo su Nakamoto.

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