Stop alle teste chine sullo smartphone mentre si cammina per strada

A tutti sarà capitato di rischiare uno scontro frontale con un passante distratto, la testa china sul cellulare, intento a chattare su WhatsApp o a scorrere post di Facebook. Quante volte anche a noi capita di cadere inconsapevolmente in questa rischiosa abitudine? E’ in arrivo in New Jersey una legge che si pone l’obiettivo di porre fine a questo comportamento sempre più diffuso tra le persone, anche qui in Italia. La pena sarà una multa da 50 dollari.

Le vittime della distrazione

«Le persone devono fare attenzione a quello che succede attorno a loro», spiega Pamela Lampitt, esponente del Partito Democratico che ha presentato il disegno di legge all’Assemblea Generale del New Jersey.

Anche se l’idea di formulare una legge di questo tipo può sembrare assurda, i dati relativi alle vittime di chat e messaggi parlano da soli e danno ragione alla Lampitt: nel 2010, secondo uno studio della William Paterson University, sono morti 4mila pedoni, mentre altri 70mila sono rimasti infortunati per la scarsa attenzione prestata mentre camminavano per strada, distraendosi al cellulare. Anche per chi guida lo smartphone può rivelarsi fatale, tanto che è stato dimostrato che basta un “bip” per rischiare la vita.

Corsie preferenziali per chi messaggia

In Svezia ci si è posti il medesimo problema, dato che a Stoccolma negli scorsi mesi sono comparsi alcuni cartelli per segnalare il pericolo di chi cammina senza staccare mai lo sguardo dal proprio smartphone. La Valley Utah University ha addirittura creato una corsia preferenziale apposta per chi cammina scrivendo messaggi al cellulare, nelle scale dell’istituto.

Un problema quindi molto più concreto di quanto si pensi, per il quale ha senso pensare di intervenire in modo altrettanto pragmatico.

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