Uno studio shock dimostra che mangiare regolarmente pesce significa assumere 11mila pezzi di plastica l’anno

A mettere in guardia sui rischi dell’alimentarsi con il pesce sono i ricercatori della University of Ghent, prestigioso ateneo del Belgio, aprendo ulteriormente la discussione su un argomento molto dibattuto, quello della contaminazione degli oceani e delle conseguenze dirette sulla nostra salute.

Dal mare ai nostri piatti

Il dossier lancia l’ennesimo allarme sui danni che l’inquinamento dei mari può causare all’uomo, in questo caso puntando il dito sui numerosi pezzi di plastica dispersi in acqua che, mangiati dai pesci, vanno a finire direttamente nei nostri piatti.

Uno studio pubblicato sul World Economic Forum prospetta un drammatico scenario per i mari nel prossimo futuro: un oceano di plastica pari a quella di quattro camion di spazzatura. Del resto, la quantità di PET che galleggia negli oceani è impressionante, si parla di oltre 250 mila tonnellate, per un totale di 5.250 miliardi di frammenti. Le spiagge sono sempre più inquinate e una ricerca di Legambiente ha evidenziato che il 65% dei rifiuti sulle coste italiane è composto proprio da plastica.

Cosa succede alla plastica nel nostro corpo?

Tutti questi pezzi sono purtroppo destinati ad arrivare prima o poi all’uomo attraverso calamari e tonni.

“Abbiamo dimostrato che questi frammenti entrano nel nostro corpo attraverso il pesce che ingeriamo”. ha spiegato Colin Janssen, uno degli che hanno guidato lo studio, “possono rimanerci per un po’ di tempo. Quindi abbiamo bisogno di capire che fine fa quella plastica”. Inoltre specifica: “La plastica viene inglobata e ‘dimenticata’ dal corpo oppure causa infezioni o altri danni?. Non lo sappiamo, ma dovremmo saperlo”.