Le dipendenze tecnologiche saranno malattie mentali più diffuse nel prossimo decennio

Ad affermarlo è il report del XVIII Congresso Mondiale di Psichiatria dinamica che si è tenuto a Firenze, che considera le dipendenze da internet e smartphone le più pericolose per la salute mentale delle persone.

Non è una novità che soprattutto gli italiani abbiano sviluppato una vera e propria dipendenza dallo smartphone (un terzo della popolazione ne possiede due), tanto che il timore ossessivo di non essere raggiungibili al cellulare è stato riconosciuto come una malattia chiamata nomofobia.

Lo stesso possesso dell’oggetto smartphone sta diventando negli ultimi anni fonte di stress e ansia, tanto che uno studio ha dimostrato che è in forte aumento il numero di persone affette dalla sindrome da vibrazione fantasma, ovvero l’erronea sensazione che il cellulare stia vibrando.

Le implicazioni patologiche

Questi device tecnologici, secondo il report, a lungo andare portano a disturbi neurocognitivi come la demenza e l’amnesia. In Italia prevalgono disturbi neuropsicologici (49%), tra cui quelli legati al sonno e al calo di attenzione, seguiti da depressione (28%) e ansia (23%).

Sono in aumento anche i problemi psicologici, circa del 10% negli ultimi anni, oltre ai disturbi alimentari e la depressione, conseguenze dello stress.

“Analizzando le patologie del futuro a livello globale – commenta Vera Slepoj – emerge che la società attuale è caratterizzata da una forma di industrializzazione postmoderna che va a discapito della qualità della vita, tanto da generare implicazioni patologiche. Dobbiamo interrogarci tutti su come affrontare il futuro e come migliorare”.

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