Foxconn è stata scoperta sfruttare alcuni giovani studenti per la produzione di iPhone X. I ragazzi hanno lavorato oltre 11 ore al giorno per 3 mesi

La maggior parte delle grandi aziende ha delocalizzato la produzione in Cina per avvantaggiarsi del basso costo del lavoro. Molto spesso però nelle fabbriche del Paese del dragone i diritti minimi degli operai non sono garantiti come in Occidente. Apple in diverse occasioni è stata accusata di approfittare della situazione e anche questa volta il dito è puntato su Foxconn, uno dei principali partner della Mela nella realizzazione dei suoi smartphone. Il fornitore cinese è stato spesso chiamato in causa per alcuni comportamenti decisamente poco corretti nei confronti dei suoi dipendenti ed è stato associato anche a scandali sessuali e persino a suicidi provocati da un ambiente di lavoro decisamente troppo stressante. Oggi si è scoperto che Foxconn ha anche usato il lavoro studentesco illegale per soddisfare le richieste di Apple nella produzione di iPhone X.

E’ risaputo che la Mela abbia avuto vari problemi nelle prime fasi della distribuzione del suo smartphone. Secondo quanto riporta il Financial Times, Foxconn per poter garantire il numero di dispositivi richiesti dall’azienda di Cupertino ha pensato di assumere 3mila studenti della Zhengzhou Urban Rail Transit School per la catena di montaggio. A quest’ultimi è stato detto che questa esperienza lavorativa di 3 mesi, se così si può definire, sarebbe stata necessaria per completare il loro percorso di studi. Il problema è che questi ragazzi tra i 17 e i 19 anni erano costretti a costruire iPhone X per più di 11 ore al giorno. “Nel corso di un recente audit – spiega Apple – abbiamo scoperto casi di tirocinanti che lavoravano fuori orario presso una struttura di fornitori in Cina. Abbiamo confermato che gli studenti lavoravano volontariamente, erano stati retribuiti e avevano ricevuto dei benefit, ma non avrebbero dovuto essere autorizzati a lavorare fuori orario. In questa struttura, i programmi di tirocinio per studenti sono a breve termine e rappresentano una percentuale molto piccola della forza lavoro”. Sia la Mela sia Foxconn hanno assicurato che effettueranno ulteriori controlli e risolveranno la situazione. “Apple si impegna a garantire che tutti nella catena di fornitura siano trattati con la dignità e il rispetto che meritano. Sappiamo che il nostro lavoro non si ferma mai e continueremo a fare tutto il possibile per avere un impatto positivo e proteggere i lavoratori nella nostra catena di fornitura“, conclude l’azienda di Cupertino.

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