Le facoltà cognitive degli adolescenti stanno peggiorando a causa dei social network e dell’insonnia da hi-tech

In questi ultimi anni si è parlato spesso di “insonnia da hi-tech” o da smartphone, causata dall’uso eccessivo dei dispositivi multimediali quali smartphone e tablet. Un fenomeno che interessa non solo gli adulti ma anche adolescenti e bambini, che nell’ultimo secolo hanno perso circa un’ora di sonno.

Nuove dipendenze

Ansia, insonnia, disturbi neurologici più o meno gravi fino alla depressione sono i rischi insiti nell’uso frequente dei social network da parte dei giovani, soprattutto nelle ore notturne secondo uno studio scozzese dell’Università di Glasgow.
Se negli adulti dormire poco e male causa danni al cervello e mette a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, nei bambini le conseguenze dell’insonnia si manifestano durante il giorno come deficit dell’attenzione, irritabilità, aggressività, iperattività e scarso rendimento scolastico.

Il cervello degli adolescenti starebbe peggiorando proprio per colpa della tecnologia, danneggiato dalla privazione di sonno causata da questi abusi di tecnologia e social network.

L’uso assiduo di smartphone e tablet non solo alterano il sonno, ma abbassano la nostra soglia di attenzione e ci inducono a consumare i pasti velocementeI ragazzi hanno sviluppato nuove forme di dipendenza, come quella di rimanere sconnessi da Internet (chiamata nomofobia), o l’ansia da messaggio, fino ad arrivare alla cosiddetta ‘vamping’, l’abitudine di trascorrere notti insonni sui social media. Questa dimensione di vita porta a uno stato di perenne ansia e allerta, sia di giorno che di notte. Una condizione psico-fisica che favorisce l’insorgere di patologie e alterazioni della struttura del cervello, paragonabili alle forme di dipendenza da uso di droghe in quanto interessa aree cerebrali comuni.

La responsabilità dei genitori

Un recente studio condotto da Nora Volkow, una delle più stimate esperte del settore, mette in luce come gli adolescenti soffrano  molto di più di dipendenze tecnologiche che da quelle derivanti da sostanze stupefacenti, con una crescita esponenziale di adolescenti depressi.

A confermarlo è la bassissima percentuale di ragazzi che praticano attività fisica, preferendo impegnare il loro tempo davanti ad un PC o al telefonino già prima dei 14 anni. Molti mandano in realtà segnali d’allarme ai genitori in modo spesso difficile da percepire, in quanto l’attenzione degli adulti sembrerebbe concentrarsi soprattuto nel periodo della gravidanza e nella prima fase dell’infanzia dei propri figli, mentre oggi si tende a prestare meno attenzione alla fase invece più delicata e difficile che è quella dell’adolescenza.

In questa fase si formano meccanismi mentali molto importanti per il futuro dei ragazzi, ecco perché è fondamentale che i genitori non trascurino questo periodo.

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