I pediatri lanciano un allarme sull’uso precoce di tablet e smartphone da parte dei bambini

Negli Stati Uniti, si raccolgono firme per vietare di vendere cellulari ai bambini, i pediatri hanno già da tempo indicato importanti linee guida sull’uso di smartphone e tablet da parte dei più piccoli. Una misura ormai necessaria dato che una famiglia su tre ha in casa un tablet ed è stato rilevato che l’83% dei genitori lo fa usare ai bambini.  Alla luce di questi dati e del fatto che è stato dimostrato come questi dispositivi danneggino il cervello dei più piccoli, è sempre più concreta la necessità di darli in mano ai propri figli con una consapevolezza adeguata. 

Niente smartphone prima di andare a dormire

Ecco perché anche nel nostro Paese la Società italiana di pediatria ha lanciato un appello pubblicando un documento ufficiale sull’utilizzo di cellulari e altri dispositivi elettronici da parte dei bambini da 0 a 8 anni di età, che fornisce chiare indicazioni sull’uso di questi dispositivi: no a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Viene anche raccomandato di limitarne l’uso a massimo un’ora al giorno nei bimbi tra i 2 e i 5 anni e al massimo due ore al giorno per quelli tra i 5 e gli 8 anni. Tra le conseguenze negative per la salute, bisogna ricordare infatti che questi apparecchi elettronici alterano il sonno, inducendo anche nei più piccoli la cosiddetta insonnia da hi-tech. Senza contare che smartphone e tablet sono un vero e proprio ricettacolo di germi, molti dei quali sono presenti anche nel nostro corpo: questi dispositivi sono così sporchi e infestati dai batteri che i genitori dovrebbero pensarci due volte prima di farli usare ai propri bambini. Il report, pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics, è stato presentato a Roma in occasione del 74esimo Congresso italiano di pediatria.

No al cellulare come strumento calmante

In Italia otto bambini su dieci tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori, che nel 30% dei casi usano proprio questo metodo per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, mentre il 70% al secondo anno. Oltre a sconsigliare l’uso di app o giochi con contenuti violenti, il documento vieta categoricamente il cellulare con funzione calmante.
“Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, ma come pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet”, ha spiegato Alberto Villani, il presidente della Società italiana di pediatria. “Numerose sono le evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli”, ha aggiunto.

“E’ importante – ha notato Elena Bozzola, segretaria nazionale della Società italiana di pediatria – porre dei limiti ai piccoli e trovare dei modi alternativi per intrattenerli e calmarli. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei dispositivi perché i bambini sono grandi imitatori”.

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