Misurando le pulsazioni del collo si riuscirà a diagnosticare la patologia con 10 anni di anticipo

Dopo il test low cost per predire l’Alzheimer, basato su un prelievo di sangue e un elettroencefalograma, i ricercatori della University College London hanno messo a punto un nuovo rivoluzionario sistema per la diagnosi della malattia: misurando le pulsazioni del collo, in pochi minuti si riuscirà a fare una diagnosi con ben 10 anni di anticipo. Gli scienziati hanno studiato 3mila persone con un’età media di 61 anni, monitorandoli per circa 15 anni. Secondo i dati ricavati, i soggetti con una pulsazione maggiormente accelerata nei pressi del collo presentavano anche il 50% in più di possibilità di soffrire di Alzheimer nell’arco di 10 anni, rispetto a chi invece mostrava un battito più leggero.
Il motivo? Si ipotizza che sia legato a un declino dei vasi sanguigni, che solitamente non consentono al battito cardiaco di essere troppo forte. Battiti troppo intensi possono portare a perdite di sangue, mentre questo attraversa i capillari molto fragili verso l’encefalo, determinando problemi cognitivi.

L’importanza della diagnosi precoce

Il dottor Scott Chiesa ha spiegato che “questi risultati indicano una causa di declino negli adulti di mezza età, facilmente misurabile e potenzialmente trattabile, che può essere individuato con largo anticipo”. Spesso si arriva a diagnosticare l’Alzheimer, che  potrebbe essere causato dal virus dell’herpes, quando ormai è già conclamato e i danni cerebrali sono irreversibili. Nella fase iniziale infatti i sintomi possono essere quasi assenti e vengono trascurati quei segnali che potrebbero indurre ad approfondire gli accertamenti per sospetta diagnosi di Alzheimer.

Un recente studio di un gruppo di scienziati dell’Università di Bologna e dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ha scoperto che attraverso il linguaggio è possibile scorgere sintomi decisivi della malattia, che causa alcune alterazioni significative del modo di comunicare.