Attraverso il linguaggio si possono scorgere sintomi decisivi della malattia

Spesso si arriva a diagnosticare l’Alzheimer, che  potrebbe essere causato dal virus dell’herpes, quando ormai è già conclamato e i danni cerebrali sono irreversibili. Questo perché nella fase iniziale i sintomi possono essere quasi assenti e vengono trascurati quei segnali che potrebbero indurre ad approfondire gli accertamenti per sospetta diagnosi di Alzheimer.

Prestare attenzione ai primi segnali

Uno dei fattori a cui prestare particolare attenzione è il linguaggio, la cui alterazione sarebbe un indicatore importante della presenza della malattia.

A confermarlo è uno studio di un gruppo di scienziati dell’Università di Bologna e dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che hanno lavorato con 96 persone, una parte delle quali presentava alcuni segni di deterioramento cognitivo lieve, che può precedere l’insorgere del morbo di Alzheimer.  

 Ognuno doveva descrivere a parole prima i dettagli di un’immagine, poi una loro tipica giornata di lavoro e infine l’ultimo sogno che ricordavano.  

Confrontando le risposte dei soggetti affetti da deterioramento cognitivo lieve con quelle dei soggetti privi di disturbi, i ricercatori dovevano quindi riconoscere i segnali della presenza di deterioramento cognitivo che i test neuropsicologici convenzionali non sono in grado di identificare.

Come riconoscere un linguaggio alterato?

Gli scienziati si sono quindi basati su dettagli come l’allungamento delle pause, la ridotta frequenza con cui si emettono le parole e uno stile discorsivo poco fluente. Sarebbero questi quindi i segnali a cui prestare attenzione, così come l’impoverimento del linguaggio, il deficit acustico, la mancanza di informazioni e un elevato tasso di errori sintattici e grammaticali. 

«Oltre che per la diagnosi precoce della demenza – precisa Enrico Ghidoni, responsabile del centro di disturbi neurocognitivi dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia – un’indagine di questo tipo può aiutare a riconoscere i sintomi cognitivi dovuti ad alcune malattie croniche o a trattamenti farmacologici inappropriati, spesso reversibili». 

Recentemente è stato sviluppato un farmaco sperimentale che promette di cambiare la vita di molte persone affette dal morbo di Alzheimer, rallentando il processo di decadimento cognitivo e riducendo quindi la perdita dei ricordi.