Uno studio ha dimostrato il legame tra onde radio emesse dai vecchi cellulari e tumori nei topi

Il tema se le radiazioni delle radio frequenze emesse dai cellulari aumentino effettivamente il rischio di sviluppare tumori al cervello è da tempo largamente dibattuto. Per dimostrare il legame tra telefoni cellulari e lo sviluppo del cancro, i ricercatori del National Toxicology Program statunitense hanno studiato gli effetti delle onde radio sui topi. I risultati mostrano che esistono prove, anche se “relativamente modeste”, che le onde radio emesse da alcuni tipi di telefoni cellulari di vecchia generazione aumentano il rischio di cancro al cervello nei topi maschi.

Il più grande esperimento mai compiuto

Il dottor John Bucher, uno degli scienziati che ha lavorato al programma, sottolinea però che non si possono paragonare i livelli di esposizione a cui sono stati sottoposti i topi rispetto a quelli di chi usa un telefono, che sarebbero significativamente inferiori. Lo studio,  promosso dall’amministrazione Clinton non comprende gli smartphone di ultima generazione.

La ricerca, costata 30 milioni di dollari è stata condotta su circa 3.000 roditori ed è il più grande esperimento del genere mai compiuto al mondo. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ricorda che sette anni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso la sua Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), aveva alzato il livello di allerta sull’uso dei cellulari e nel 2012 ha emesso un documento con il quale ha dichiarato che “non è stato possibile dimostrare un aumento del rischio di cancro al cervello”, inserendo però poi nell’elenco dei fattori più cancerogeni i campi elettromagnetici di frequenza definendoli “come possibilmente cancerogeni”.

Livello B2

Il telefono cellulare è stato quindi inserito al “livello 2B”, uno dei cinque livelli di classificazione dell’OMS per le sostanze cancerogene.

In Italia recentemente una sentenza ha riconosciuto la correlazione tra tumore al cervello e uso eccessivo del cellulare, stabilendo che ad un dipendente Inail spettasse una rendita vitalizia da malattia professionale, causata da un uso “abnorme” del cellulare.
Uno studio dell’Università di Bordeaux afferma che l’uso prolungato del telefonino può raddoppiare il rischio di contrarre un tumore al cervello e un altro gruppo di ricercatori ha dimostrato che nei ratti esposti a campi elettromagnetici raddoppiavano i casi di linfoma, ma non ci sono studi successivi che abbiano confermato questa tesi.