Diabete: addio punture, arriva l’insulina da ingoiare

Ideata una nuova capsula che contiene aghi di insulina da “iniettare” nello stomaco

Negli ultimi anni la ricerca scientifica si sta concentrando nello sviluppo di sistemi sempre più efficaci per iniettare l’insulina, in alternativa alle fastidiose punture: dal cerotto temporaneo per misurare la glicemia al sistema di microinfusione bio, per rilasciare l’insulina solo quando serve. Dopo l’insulina “on demand”, frutto di una ricerca del Mit di Boston, che si attiva solo quando serve grazie a una molecola modificata, nel 2018 uno studio aveva già realizzato una formula di somministrazione per via orale.

I vantaggi della pillola

Oggi è il MIT insieme ad Harvard e al Brigham and Women’s Hospital ad aver messo a punto una pillola che contiene le iniezioni di insulina necessarie per curare il diabete. In Italia si stima ci siano circa 3 milioni di persone affette da questa malattia, ma solo uno su due affronta davvero le cure, perché spesso troppo complesse.

Questa ricerca apre alla possibilità di una somministrazione più facile e immediata dei farmaci, grazie a capsule realizzate con un materiale biocompatibile che contengono microaghi in grado di iniettare l’insulina una volta raggiunto lo stomaco.

Giovanni Traverso, coautore della ricerca e gastroenterologo al Brigham and Women’s Hospital, spiega che “quando un farmaco viene iniettato nelle pareti dello stomaco viene distribuito in tutto il corpo molto velocemente. Inoltre, lo stomaco resiste maggiormente ai dolori e può tollerare piccoli oggetti appuntiti”.

Come funziona

Il rilascio dell’insulina attraverso la pillola avviene in diverse fasi: la sua superficie è simile a quella di un guscio di tartaruga, ideata così perché il farmaco resti in equilibrio e possa liberare gli aghi contro la parete stomacale.

Gli aghi sono composti di insulina e vengono rilasciati dopo che lo strato di zucchero da cui sono inizialmente bloccati viene corroso dall’acidità gastrica. Tra i vari problemi che i ricercatori hanno dovuto affrontare e superare c’era anche la temperatura degli strati di mucosa che la pillola deve attraversare, oltre che l’orientamento del dispositivo, fondamentale per iniettare correttamente l’insulina.

Finora le capsule sono state testate solo su animali, ma la sperimentazione sull’uomo è prevista entro tre anni, per capire eventuali effetti collaterali causati da iniezioni gastriche quotidiane. Traverso però è ottimista e conclude dicendo che “saranno necessari ulteriori studi, ma il SOMA rappresenta uno strumento con il potenziale per somministrare molti altri farmaci”. 

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