Irene Grandi ha aperto il Festival di Sanremo ieri sera, con “Finalmente io”: il brano fa parte della nuova speciale edizione dell’album “Grandissimo”

Irene Grandi ieri sera ha aperto il Festival di Sanremo cantando “Finalmente io”, uno dei due inediti che fanno parte della riedizione speciale dell’album del 2019 “Grandissimo”, che racconta l’anima rockettara e quella di interprete raffinata di Irene Grandi. Il brano è stato scritto, come si sa, da Vasco Rossi con Roberto Casini, Gaetano Curreri e Andrea Righi. Dopo Sanremo partirà da Roma il “Grandissimo Club Tour”, il 5 marzo. Poi arriveranno due appuntamenti prestigiosi: il 19 e 20 giugno Irene Grandi aprirà i due concerti di Vasco al Circo Massimo di Roma.

Irene, come ti sei sentita ad aprire il Festival?

Felice e molto rappresentata dal brano che canto. Sono contenta di questo pezzo che ha dato la carica a me e credo a questo inizio Festival. Sono molto onorata di aver cantato per prima, è stata una dimostrazione da parte degli addetti lavori della fiducia che hanno in me e nella mia esperienza di saper stare su un palco così importante.

È la terza volta che Vasco scrive per te…

Negli anni il discorso con Vasco non si è mai interrotto, ci siamo sentiti, scritti, sono andata ai suoi concerti. Io ho fatto cose un po’ diverse nel corso del tempo, cito solo la collaborazione con Stefano Bollani che ha rappresentato una deviazione importante della mia carriera. “Finalmente io” è un abito per me, è come guardarmi allo specchio e vedere chi sono.

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Vasco ti ha chiamata dopo l’esibizione?

Sì, lui, Gaetano, tutti. Tra l’altro, oltre ad aver scritto il pezzo Vasco mi ha anche dato qualche dritta mentre registravo. Per me è stato un bel momento di arricchimento.

Domani sera per la serata delle cover hai scelto di cantare “La musica è finita”.

Domani sera mi esibirò con Bobo Rondelli (cantautore e attore, nda) su questa canzone della Vanoni. Ornella è una mia musa, amo il suo repertorio e il suo modo di cantare. La amo perché ha una capacità di interpretare a suo modo semplice, senza “riccioli”, nel senso che è elegante e di grande comunicazione. Mi piaceva omaggiare gli autori del brano, Bindi e Califano, perché sono fuori dal coro. Rondelli mi piace molto perché prosegue sulla linea dell’essere fuori dal coro, appunto. Poi, le nostre voci si sposano veramente bene.