Gorgonie e cernia - Foto di Riccardo Burallli - Diving in Elba

La Perla del Mar Tirreno custodisce una ricca biodiversità sotto la superficie del mare: tantissimi i siti di immersione, per ogni livello di esperienza, da scoprire grazie agli oltre 30 centri per il diving

Ben 147 chilometri di costa su acque limpide che custodiscono una biodiversità ricca e variegata a diverse profondità: l’isola d’Elba è un vero e proprio paradiso per il diving con tantissimi punti per le immersioni, dove ci si può lasciare avvolgere dall’acqua concentrandosi sul respiro e sulle emozioni che solo il mare sa regalare.

Le acque dell’Elba sono particolarmente ricche di flora e di fauna già a basse profondità e per questo è affascinante anche per i neofiti che si approcciano a questo sport. Si possono veder nuotare pesci come barracuda, dentici, ricciole, in scenari come le praterie di posidonia, franate rocciose e scogliere granitiche, punteggiate dai colori intensi di coralli e spugne. È possibile vedere anche cetacei, maestosi frequentatori di queste acque: l’Elba ha infatti una grossa presenza di colonie stanziali e di migratori, tra delfini e balenottere. Ad esempio, a Sant’Andrea, la migrazione avviene a ridosso della scogliera, ad appena 50 metri dalla costa.

“Tutte queste meraviglie  – spiega Niccolò Censi, coordinatore della GAT – Gestione Associata del Turismo e del marchio Visit Elba – si possono scoprire grazie alle oltre 30 realtà diving che punteggiano l’isola e che sono attrezzate per far provare una varietà di attività per tutti i livelli: dal battesimo dell’acqua per i neofiti, primissimo approccio col mondo delle immersioni, ai corsi di scuba diver di avvicinamento al diving, che portano a esplorare le acque fino a una profondità di 12 metri, proseguendo con i corsi open fino ai 18 metri e ai corsi di livello avanzato. Non solo per tutti i livelli, ma anche per diverse fasce d’età, con un’attenzione particolare per le attività di avvicinamento dei più giovani, fin dagli 8 anni, per trasmettere questa passione per il mare e per ciò che regala”.

Leggi anche:  Alle Canarie il cielo è sempre più blu

Impossibile, quindi, non tuffarsi alla scoperta della biodiversità sotto la superficie del mare elbano. Ma se è difficile navigare nella scelta, tra i numerosi punti per le immersioni, ecco una selezione della top 10 per il diving all’Elba:

  1. SCOGLIETTO – PORTOFERRAIO

All’interno di una zona di tutela biologica istituita negli anni ’70, lo Scoglietto è un punto di immersione adatto a tutti e dal grande impatto visivo, grazie alla ricca fauna che popola questo vero e proprio acquario a cielo aperto. Gli scenari sono vari, dalle franate rocciose alle praterie di posidonia, e si può ammirare il passaggio di cernie, dentici, barracuda e corvine che qui sono stanziali. Sul lato nord si trova la statua di Cristo, valorizzata dalla presenza alle sue spalle da una parete di spugne marine.

  1. PUNTA CANNELLE – PORTOAZZURRO

L’immersione inizia percorrendo un canale di sabbia, per raggiungere poi un maestoso monolite roccioso a forma di panettone completamente coperto da gorgonie rosse. Si può girare attorno a questo promontorio sommerso, scoprendo gli anfratti nella roccia e la fauna che vi abita; dopo aver girato attorno al cappello a circa 30 metri, per i sommozzatori più esperti è possibile scendere lungo i fianchi per raggiungere i 45 metri di profondità.

Cavalluccio – Foto di Riccardo Burallli – Diving in Elba
  1. SECCA DI FONZA – MARINA DI CAMPO

Quasi di fronte al Golfo di Marina di Campo si trova la secca di Fonza, chiamata anche “Corallina” perché è uno dei punti all’Elba dove la presenza del corallo rosso è abbondante. Quest’area è ricchissima di ogni forma di vita, in particolare di pesce pelagico come barracuda e ricciole, ma di grande interesse sono soprattutto i canyon che si trovano tra lunghi rami di corallo rosso. Si tratta di una secca a volte caratterizzata da correnti sostenute, per cui più adatta a subacquei di livello avanzato. Tuttavia, la parte superiore può essere accessibile anche ai meno esperti.

  1. CAPO D’ENFOLA – PORTOFERRAIO
Leggi anche:  Vacanze in Tirolo: un viaggio tra natura, cultura e gastronomia

A Capo d’Enfola è situato, a poca distanza dalla costa, il grosso Scoglio della Nave, una sorta di prolungamento roccioso del promontorio. A nord dello scoglio si segue all’inizio un fondale che degrada abbastanza dolcemente fino a 22 metri di profondità, per poi continuare l’esplorazione lungo una ripida parete che termina a 47 metri. La cigliata presenta numerose spaccature e anfratti che offrono riparo ad aragoste, murene e polpi. Molto interessanti anche i Cerianthus, fra gli esacoralli più belli del Mediterraneo, che si sviluppano soprattutto nelle zone dove il fondo diventa più detritico e che allargano nel blu le loro corone di lunghi e colorati tentacoli.

  1. PUNTA GALERA – MINIERE DI CALAMITA

Punta Galera è una lingua di roccia proprio sotto le miniere del Monte Calamita e si sviluppa lungo due dorsali. Si possono scegliere due percorsi: il primo per subacquei anche principianti, che scende fino a circa 25 metri, dove si possono ammirare spugne e margherite di mare; il secondo, lungo l’altra dorsale, che scende fino ai 50 metri di profondità, dove si possono avvistare pesci pelagici e aquile di mare.

  1. FORMICHE DI ZANCA – MARCIANA

Le Formiche della Zanca sono un gruppo di scogli affioranti al largo della costa nord-occidentale dell’Elba. È possibile effettuare due immersioni diverse a seconda del proprio livello: si può seguire un itinerario facile col brevetto base di primo livello, ma c’è un’opzione anche per esperti in mare aperto. Ci sono colonie di gorgonie rosse e a seconda della stagione si trovano polpi, margherite di mare e rane pescatrici in primavera; d’estate si può ammirare il passaggio di dentici, barracuda, ricciole e di tonni fino ad autunno inoltrato.

Leggi anche:  Le Giornate FAI di Primavera 2024: le mete imperdibili da visitare
Gorgonia antias – Foto di Riccardo Burallli – Diving in Elba
  1. SANT’ANDREA – MARCIANA

Il punto forte di questa immersione è la partenza: si inizia infatti direttamente dalla spiaggia, per dirigersi verso Capo Sant’Andrea. È possibile ripercorrere le rotte dei mercantili che fin dall’antichità raggiungevano la costa occidentale per il commercio e seguire un itinerario di interesse anche archeologico. Poco al largo di Sant’Andrea sono infatti presenti due relitti di epoca romana, noti come relitto A e B (rispettivamente a 12 e 40 metri di profondità), circondati da tappeti di frammenti di anfore e resti di oggetti utilizzati per il commercio dispersi durante i naufragi.

  1. RELITTO DELL’ELVISCOTT – POMONTE

Raggiungibile dalla costa, a circa 150 metri dalla spiaggia dell’Ogliera a Pomonte, l’Elviscot è uno dei relitti più noti e più visitati d’Italia. Si tratta di un mercantile affondato a soli 12 metri di profondità: la vicinanza alla costa e la bassa profondità rendono l’immersione adatta sia ai sub neofiti sia a chi vuole fare snorkeling.

  1. SECCA DEL CARENO – MARCIANA

Una grande secca che sale fino a 15-20 metri dalla superficie, non lontano dalla costa di Sant’Andrea. Il lato verso la costa digrada gradualmente a profondità più basse, mentre quello verso il mare aperto forma una franata che scende fino a 50 metri. Il fondale è composto da praterie di posidonia e da grossi massi sovrapposti che formano tane e cunicoli. Immancabile il passaggio di pesci, dentici e barracuda, soprattutto nei mesi estivi.

10. PORTO AZZURRO – PICCHI DI PABLO

A circa 40 minuti di navigazione da Porto Azzurro, questo punto di immersione deve il suo nome ai due pinnacoli di roccia che si innalzano su una parete verticale, che va dagli 8 metri ai 38 metri di profondità. Adatto a tutti i livelli di abilità, è molto apprezzato dai fotografi per la ricca fauna e per la presenza di una fitta colonia di gorgonia rossa.