Arrivati ad una certa età, stimata intorno ai 50 anni, una dieta ricca di carne, uova e latticini potrebbe essere nociva all’organismo tanto quanto fumare.

Questo è quanto emerso da un nuovo studio americano condotto nell’ambito del National Health and Nutrition Examination Survey, un programma di ricerca statistica sulla salute del governo federale, pubblicato su Cell Metabolism. Assumere un elevata quantità di proteine animali, secondo la ricerca dello studioso di origini genovesi Valter Longo, aumenterebbe il rischio di incorrere in tumori o pericolose forme di diabete.

Le quantità consentite

Stando alle indicazioni della ricerca americana, nell’arco di una giornata non si dovrebbe superare una quantità di 0,8 grammi di proteine per ogni chilogrammo del proprio peso corporeo, preferendo quelle di origine vegetale. Al contrario, una dieta ad alto contenuto proteico equivale ad assimilare il 20% delle calorie quotidiane proprio dalle proteine.

“Bisognerebbe passare a una dieta in cui solo il 9 o 10 per cento delle calorie deriva dalle proteine”, spiega lo studioso al Guardian. “Osservate per un paio di mesi le etichette degli alimenti. Ci sono proteine un po’ ovunque”, ha detto. “Se fai colazione, si ingeriscono magari 4 grammi, ma se si mangia un pezzo di pollo anche 50 grammi”.

Gli studiosi hanno messo in luce un aumento del rischio di morte del 74% per chi ha un’alimentazione ricca di proteine animali rispetto a chi ha una dieta a basso contenuto proteico. Addirittura quadruplicato – del 353% in più – è il pericolo di morire per cancro. Se andiamo a vedere le statistiche che evidenziano i rischi di sviluppare tumori per i tabagisti rispetto ai non fumatori, vedremo che la percentuale è analoga. Il problema, secondo lo studio, è che le proteine animali stimolano lo sviluppo dell’ormone della crescita IGF-1, correlato spesso allo sviluppo del cancro. Tuttavia secondo Longo, esperto anche in geriatria, l’eccesso di proteine sarebbe da evitare solo dopo i 50 anni, mentre dopo i 65 è anzi consigliabile mangiare qualche proteina in più,  a causa della diminuzione naturale dei livelli di IGF-1 e della tendenza a perdere tono muscolare.

Quali proteine? 

Ma quali sono le proteine migliori da assimilare con la dieta? Privilegiare pesce e legumi, sostiene Longo. Certo per noi non è una novità, dato che, come dice anche lo studioso, ”questo tipo di dieta è molto comune per i centenari del Sud Italia: molti di questi hanno mantenuto diete povere di proteine quasi tutta la vita. Insomma, dobbiamo tornare alla dieta dei nonni”.

Parlando di quantità, ecco il suggerimento di Longo:  “Il consumo ideale in proteine per una persona di 60 chili sarebbe di 100 grammi di salmone e 200 grammi di ceci al dì. Carne e formaggio sono sostituiti da pesce e legumi, fonti di proteine più salutari”.