Il rischio di andare incontro ad ictus, che aumenta del 700% dopo l’assunzione di cocaina, può essere invece ridotto del 20% semplicemente mangiando frutta e verdura: è questa la tesi sviluppata dalla Qingdao University grazie ad uno studio pubblicato su Stroke, il giornale dell’American Heart Association e basato sull’analisi di venti studi effettuati negli ultimi 20 anni su 760mila uomini.

Che mangiare frutta e verdura dia enormi benefici all’organismo non è certo una novità: anche una recente ricerca suggerisce di consumarne 7 porzioni al giorno per aumentare le aspettative di vita. Tuttavia è la prima volta che l’assunzione di questi alimenti viene messa in relazione alla prevenzione di ictus.

Per avere un quadro più dettagliato dei risultati della ricerca, si pensi che l’insorgenza di ictus è ridotta del 21% per coloro che consumano più frutta e verdura, con probabilità inferiore del 32% per ogni 200 grammi in più mangiati al giorno e dell’11% per ogni 200 grammi di vegetali. E’ stata dimostrata dunque l’importante funzione protettiva di agrumi, verdure a foglia, mele e pere: questi alimenti proteggono uomini e donne di ogni età contro i danni cerebrali provocati dall’ictus, la cui insorgenza è stata di recente messa in relazione anche agli attacchi di rabbia.

Quando si è a rischio di ictus? 

Ma che cosa genera l’ictus? Nella maggior parte dei casi la condizione è scatenata da un mancato apporto di sangue al cervello, spesso dovuto all’arteriosclerosi, patologia che comporta una restrizione dei vasi e riduzione della loro flessibilità a causa dell’accumulo di grassi nelle pareti interne.

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Una recente ricerca americana che ha dimostrato come la cocaina svolga un ruolo statisticamente determinante nel causare la malattia, ha analizzato le principali cause del suo insorgere tra i più giovani: predisposizione genetica, influenza ambientale, diabete e comportamenti a rischio come fumare, sono in cima ai fattori di rischio. 

L’insorgenza dipende quindi da numerosi cause in molti casi modificabili, come il colesterolo alto, i trigliceridi, l’ipertensione e il diabete, che possono essere controllati attraverso un corretto stile di vita. Anche un’eccessiva quantità di zuccheri presenti nel sangue, l’alcool, il fumo, la vita sedentaria e l’obesità, possono essere combattuti con una dieta sana, accompagnata da una regolare attività fisica.

Esistono invece fattori su cui non si può intervenire, come l’età:  l’ictus si può presentare tra i 65 e gli 80 anni e colpisce soprattutto le donne. Tuttavia è stato dimostrato che l’ereditarietà ha un certo peso nell’insorgere della malattia.

Segni premonitori

Un occhio ai sintomi può essere utile per prevenire l’attacco: uno dei principali segni premonitori è un particolare torpore diffuso spesso su faccia, gambe, braccia fino a portare alla paralisi della parte interessata.

Anche un certo appannamento della vista, che può compromettere la visione, deve destare allarme in questi casi; altri sintomi sono mal di testa, incapacità improvvisa di coordinamento e una significativa difficoltà nell’esprimere frasi di senso compiuto.