Con i tempi che corrono, la vocazione è un “lusso” , che soprattutto i giovani non possono permettersi (ricordate la polemica sui “choosy” della Fornero?), o è quella molla senza la quale non ci sarebbero stati i Bill Gates, gli Steve Jobs, i Mark Zuckerberg e, prima ancora, gli occupanti di altri garage piccoli quanto illustri, come Bill Hewlett e David Packard?

L’occasione per discuterne è stata la presentazione di un accattivante libro, a partire dal titolo – “Volevo fare l’Astronauta” – firmato da Gian Maria Bianchi e da Virginio Schiavetti, esperto di formazione il primo, giornalista economico e scrittore il secondo. Luogo dell’incontro, l’idilliaco spazio verde della villa Necchi Campiglio, gioiello degli anni ’30 nel cuore di Milano, ma meno idilliaci sono gli scenari con cui il libro deve fare i conti, discussi dagli autori a partire dal modo in cui riconoscere e coltivare una vocazione professionale e confrontati con la realtà delle esperienze di intervistati “sul campo”. La presenza di una responsabile HR (Angela Mottin – Banca Farmafactoring) e di un giovane politico “di vocazione” (Filippo Barberis (Consigliere al Comune di Milano con delega Lavoro e Università), coordinati da una giornalista economica d’esperienza (Rosanna Santonocito, Il Sole 24 Ore), è stata la testimonianza di come su temi come questi si gioca poi il futuro delle imprese, delle aspirazioni delle giovani generazioni e, in definitiva di un paese.

Leggi anche:  I suoni che ci sono mancati di più durante la pandemia

Vocazione come “molla” per crescere, come seme che le stesse aziende devono aiutare a individuare per attrarre i talenti migliori, ma anche pulsione personale che, in quanto assoluta, non pretende gratificazioni, come suggerisce Schiavetti. Vocazione come “voglia del fare”, tuttavia, contrapposta allo sbando e all’incertezza della Neet Generation (Not in Education, Employment or Training. Se, come indica l’Istat, il 27 per cento dei giovani in Italia, ovvero 3,7 milioni, tra i 15 e i 34 anni non lavora, non studia, non partecipa a programmi di formazione, il problema forse non è solo delle “opportunità del sistema”, ma è anche in una cultura che farebbe molto bene a rendere sul serio il problema della vocazione. E quello della sua mancanza. Perché, ovunque si voglia arrivare, avere un sogno e coltivarlo è l’energia della vita.

Gian Maria Bianchi, Virginio Schiavetti

VOLEVO FARE L’ASTRONAUTA

Guida alla ricerca della vocazione lavorativa (e non)

pp. 176, € 22,00

Collana: Trend