Non poteva che arrivare dall’Olanda la prima variante di sigaretta elettronica a forma di canna, l’ultima tendenza del momento della nightlife olandese

Che le e-cig abbiano un ruolo determinante nella lotta contro il fumo, che è causa di oltre 40 patologie, è ancora oggetto di dibattito: c’è chi dice che per togliersi il vizio siano meglio di gomme e cerotti, mentre secondo l’Aifa non aiuterebbero a smettere.

Accese anche le polemiche riguardo all’uso delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici, precedentemente vietato ma poi riammesso da un emendamento, mantenendo però il divieto di fumare e-cig nelle scuole.

E’ scontato quindi che la variante “cannabis” della sigaretta elettronica sia destinata a riaccendere le discussioni a riguardo, tanto più che anche sugli effetti della marijuana sulla salute i pareri sono controversi.

La prima versione è totalmente legale 

Già l’anno scorso negli Stati Uniti si era parlato di spinello 2.0, un inalatore di cannabis. «L’Olanda è nota nel mondo per la sua posizione tollerante e liberale nei confronti delle droghe leggere, e l’introduzione di questo nuovo prodotto è un messaggio chiaro: fintanto che non s’infastidisce nessuno, e non si contravviene alla legge, è tutto a posto», afferma Menno Contant, a capo di e-njoint. La sua società ha infatti lanciato sul mercato la prima «canna elettronica» al mondo. In questo momento ne vengono prodotte 10mila al giorno, distribuite nei tabacchini e negozi, ma presto arriveranno anche in tutta Europa.

L’«e-njoint» funziona come una sigaretta elettronica,  però è monouso e costa circa 9 euro. La società tiene a sottolineare che questa prima edizione del dispositivo non contiene Thc e neppure tabacco o nicotina ed è quindi innocuo e totalmente legale. L’utente ha a disposizione una scelta tra sei sapori fruttati e ad ogni tiro, sulla parte esterna, s’illumina una foglia di canapa.

Possibili fini curativi 

Quando il prodotto raggiungerà il mercato si tratterà di veri e propri joint elettronici: chi acquisterà e-njoint dovrà riempire il vaporizzatore con un proprio concentrato di cannabis liquida. Il produttore olandese è inoltre in contatto con la nota azienda israeliana Tikun Olam (che coltiva cannabis terapeutica nelle proprie piantagioni), per sfruttare la canna elettronica anche per fini curativi, ad esempio per alleviare le sofferenze dei malati terminali. Le agenzie governative del Paese finora si sono astenute dal commentare questa iniziativa. Menno Contant esprime invece la propria soddisfazione per l’invenzione: «È stato sviluppato, prodotto e venduto alla velocità della luce. Tutti dovrebbero essere contenti, perché quello che stiamo facendo non è un crimine».