Altra inversione di tendenza per la dieta mediterranea, che viene presa di mira dagli Stati Uniti: mangiare meno pane e pasta, così come introdurre molti grassi saturi nell’alimentazione, diminuirebbe le possibilità di aumento di peso e di sviluppo di malattie cardiovascolari rispetto alla dieta a basso contenuto lipidico

A rivelarlo è uno studio finanziato dal National Institutes of Health degli Stati Uniti e pubblicato negli Annals of Internal Medicine, magazine edito dal American College of Physicians.

Decisamente in controtendenza rispetto a tutte le ricerche volte a mettere in luce i vantaggi sulla salute dati dalla dieta mediterranea: dalla prevenzione delle malattie cardiovascolari al rallentamento della perdita delle capacità cognitive, dalla protezione dell’organismo dai danni dello smog all’allungamento delle aspettative di vita.

Meglio grassi o carboidrati?

La scoperta infiamma quindi un dibattito già molto acceso negli ultimi tempi. La tesi che considera i grassi di formaggi e latticini dannosi all’organismo è stata oggetto di molte ricerche: soprattutto dopo i 50 anni, sembra che i formaggi facciano male alla salute quanto il fumo.

Questo studio ribalta invece queste convinzioni, rendendo la questione molto più complessa di come sembra: molte persone possono diminuire i loro rischi cardiovascolari mangiando meno carboidrati e aumentando l’apporto giornaliero di grassi provenienti da latticini, esclusi gli acidi grassi insaturi. Lo studio ha coinvolto un gruppo di 150 uomini e donne – appartenenti a diversi gruppi etnici – che hanno seguito una dieta povera di carboidrati e di grassi, senza un limite alle calorie. Ricordiamo che già negli anni 70 un regime alimentare simile, povero di carboidrati e ricco di grassi e proteine era stato sviluppato dal dottor Robert Atkins come mezzo per perdere peso.