Uber e UN Women hanno avviato un progetto per creare 1 milioni di posti di lavoro per le donne entro il 2020

Il problema delle quote rosa è molto sentito nel mondo dell’hitech. Sono infatti pochissime le donne che riescono a lavorare nelle aziende della tecnologia e fra queste anche Uber non fa eccezione. La startup di San Francisco ha annunciato di avere 160mila autisti negli Stati Uniti, di cui solo il 14% appartiene al genere femminile. Il servizio di noleggio con conducente via smartphone si è quindi alleata con UN Women, organizzazione dell’Onu che lotta per la parità dei sessi, per cercare di aumentare l’occupazione delle donne in tutto il mondo.

Uber favorisce l’occupazione femminile

Uber e UN Women hanno avviato un progetto che permetterà di accedere a un milione di posti di lavoro entro il 2020. L’iniziativa avviata dall’organizzazione no profit e dalla startup, che a Milano e Torino ha dovuto fronteggiare una dura protesta da parte dei tassisti, non riguarda però solo l’occupazione ma anche il lato sicurezza. Uber si è posta l’obiettivo di far sentire le donne di tutto il mondo più sicure nel viaggiare e negli spostamenti quotidiani con iniziative dedicate alle esigenze dei singoli Paesi.

Recentemente anche GoogleApple e Facebook sono state accusate di avere poca attenzione verso le quote rosa e hanno promesso di rimediare diversificando la propria forza lavoro.

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