Online con il cloud di Fastweb

Gli anni della Prima Guerra Mondiale videro la più rapida accelerazione del progresso tecnologico militare della storia. Sono passati cento anni dall’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918). Una data da ricordare, per non dimenticare uno dei conflitti più sanguinosi dell’umanità, in cui persero la vita quasi 10 milioni di soldati e con oltre 21 milioni di feriti, molti dei quali rimasero più o meno gravemente segnati o menomati a vita e andarono a formare la cosiddetta “generazione perduta”.

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L’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito ha reso disponibile alla libera consultazione degli studiosi di tutto il mondo l’opera monumentale “L’Esercito Italiano nella Grande Guerra” in versione digitale, grazie alla collaborazione di Fastweb, che si è avvalsa della propria piattaforma di servizi avanzati FastCloud e della propria infrastruttura di data center certificato Tier IV, unica in Italia.

Si tratta di un’opera molto preziosa dal punto di vista storico sia per la completezza delle informazioni sia per la ricchezza del materiale iconografico. L’opera è monumentale: si articola in sette volumi, ognuno composto da diversi tomi a loro volta composti da diversi testi. In totale, i testi sono 37, con la narrazione degli eventi, i documenti e le mappe topografiche. La consistenza dell’opera e le dimensioni variabili delle mappe topografiche, che raggiungono anche formati molto grandi, ne rendono la ristampa praticamente non realizzabile.

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[Tweet “#grandeguerra In tempo reale i fatti, le date, i luoghi e le immagini @FASTWEB”]

La scelta di diffondere l’opera in formato digitale rende invece accessibili in tempo reale i fatti, le date, i luoghi e le immagini della Grande Guerra. Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale, l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito ha deciso di rendere fruibile la consultazione via Internet dell’opera e Fastweb si è occupata della digitalizzazione di testi, immagini e mappe. A partire dal 24 maggio, l’opera è consultabile sul sito Internet dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito.