L’arma per combattere i batteri nell’era post-antibiotici potrebbe essere una catena di proteine in grado di penetrarli e ucciderli

Dopo l’allarme generale diffuso dall’Onu circa l’esistenza di un super batteri impossibili da debellare, ora arriva la notizia che accende nuove speranze: una molecola a forma di stella sarebbe in grado uccidere i super batteri resistenti agli antibiotici. Il caso più recente è quello verificatosi a Firenze, dove è stato scoperto un super batterio resistente anche all’antibiotico colistina, un farmaco salvavita nella lotta ad altri batteri considerati invulnerabili ai farmaci.

L’alternativa ad un mondo senza antibiotici

La molecola è stata scoperta in Australia dai ricercatori dell’Università di Melbourne guidati da Shu Lam, del Gruppo Scienza dei Polimeri, e consiste in una catena ripetuta di proteine capace di penetrare le pareti dei super batteri, sconfiggendoli. La diffusione dei super batteri è una delle più gravi minacce all’umanità, in quanto potrebbe uccidere milioni di persone ogni anno. L’Italia è molto sensibile a questo problema, dato che va al nostro Paese il primato negativo per l’uso scorretto e l’abuso di antibiotici, che favorisce lo sviluppo di super batteri. Una media del 5% dei pazienti ospedalizzati contrae una infezione durante il periodo di degenza e dal 7% al 9% dei pazienti ricoverati a un dato momento risulta infetto, fenomeno che sta coinvolgendo sempre più anche l’ambito neonatale.

La molecola SNAPPs

La nuova molecola è stata chiamata SNAPPs (Structurally Nanoengineered Antimicrobial Peptide Polymers) e altri gruppi di ricerca hanno sperimentato in passato peptidi antimicrobici, scoprendo che questi erano altamente tossici per l’organismo ospitante. Lam ha disegnato catene proteiche in forma di stelle con 16 o 32 braccia con un diametro maggiore (molto più grande dei 10 nanometri dei vecchi peptidi) e le maggiori dimensioni non sembrano danneggiare le cellule sane attorno ai batteri.

“Questo peptide polimerizzato può uccidere i batteri in una moltitudine di modi”, scrive Lam sulla rivista Nature Microbiology.

“È in grado di penetrare le pareti delle cellule, ma può anche indurre le cellule stesse ad autodistruggersi. L’obiettivo è creare migliori alternative agli antibiotici”, aggiunge.

Sperimentata in provetta su sei differenti super batteri, è in grado di uccidere i batteri senza danneggiare i globuli rossi. I ricercatori però rimarcano che lo studio è ancora in una fase iniziale, che prevede che successivamente venga testata l’efficacia del peptide su altre classi di batteri. Bisognerà inoltre aumentare la ricerca in vivo per sperimentare i limiti della sua tossicità.