Longevità, bere tè 3 volte a settimana allunga la vita e fa bene al cuore

Il consumo abituale di tè è associato a una diminuzione delle malattie cardiovascolari e della mortalità

Bere tè almeno tre volte alla settimana non solo fa bene alla salute, ma allungherebbe anche la vita.
Ad affermarlo è una ricerca condotta su oltre 100.000 persone: “Il consumo abituale di tè è associato ad una diminuzione delle malattie cardiovascolari e della mortalità per tutte le cause”, spiega Xinyan Wang dell’Accademia cinese di scienze mediche di Beijing e primo autore dello studio pubblicato oggi sullo European Journal of Preventive Cardiology, la rivista ufficiale della Società Europea di Cardiologia.

In particolare sembra che i maggiori effetti benefici si abbiano per i bevitori di tè verde: questa varietà, oltre a favorire la salute dell’intestino e a tenere lontano il morbo di Alzhimer, sarebbe anche un prezioso alleato nel ridurre il rischio di obesità

I risultati dello studio

La ricerca ha coinvolto 11mila soggetti senza precedenti di infarto, ictus o cancro, suddivisi in due gruppi: bevitori abituali di tè (tre o più volte a settimana) e chi invece non lo beve mai o meno di tre volte a settimana. Tutti i partecipanti sono stati seguiti per più di sette anni, arrivando alla conclusione che il consumo di tè può essere associato ad una maggior aspettativa di vita in buona salute.

In particolare i dati hanno mostrato che i cinquantenni bevitori di tè sviluppano malattie delle coronarie e infarto quasi due anni dopo e vivono 1,26 anni in più rispetto a chi beve raramente o mai questa bevanda. Inoltre, i consumatori abituali di tè hanno un rischio inferiore del 20% di sviluppare malattie cardiache e ictus, del 22% di un attacco di cuore fatale e del 15% di mortalità per tutte le cause.

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Per confermare i benefici di questa bevanda, a distanza di 5 anni è stato monitorato un sottogruppo di 14mila persone: chi ha mantenuto l’abitudine di bere tè in entrambi gli studi, ha avuto un rischio inferiore del 39% di avere un malore dovuto a malattia cardiaca e ictus, del 56% di un attacco fatale di cuore e del 29% di mortalità per tutte le cause.

I ricercatori hanno anche analizzato i dati in base al genere di appartenenza, scoprendo che l’effetto protettivo tra i bevitori abituali era maggiore per gli uomini rispetto alle donne, ma questo dato potrebbe essere dovuto al fatto che il 48% degli uomini beve tè contro appena il 20% delle donne e queste ultime hanno un’incidenza minore di mortalità per malattie cardiache.

Perché il tè verde fa bene al cuore?

A spiegare che cosa rende il tè una bevanda dagli effetti così salutari è lo stesso Dongfeng Gu dell’Accademia cinese di Scienze mediche: sarebbero i polifenoli, i principali componenti bioattivi del tè, i principali responsabili degli effetti protettivi sul cuore e sulla salute in generale. Tuttavia, proprio perché i polifenoli non vengono immagazzinati dall’organismo nel lungo periodo, i vantaggi per la salute sono stati più evidenti nei bevitori abituali:

“Questo significa – conclude Gu – che per avere un effetto cardioprotettivo è necessaria un’assunzione prolungata nel tempo di tè”. 

Come già detto in precedenza, non tutti i tè hanno però gli stessi effetti benefici: se il tè verde è collegato ad un 25% di rischio in meno di problemi cardiovascolari e mortalità per tutte le cause, non sono invece emersi dati sul tè nero. Questa differenza è dovuta probabilmente proprio al fatto che il tè verde è particolarmente ricco di polifenoli, che proteggono contro le malattie cardiovascolari ed i suoi fattori di rischio, tra cui ipertensione e colesterolo. Il tè nero inoltre è un prodotto fermentato, quindi i polifenoli possono essersi ossidati o aver perso il loro effetto protettivo durante la procedura di fermentazione.