Sole Orbiter, partita la missione dell’ESA che svelerà i misteri del Sole

La sonda studierà il Sole a breve distanza e fornirà le prime osservazioni delle regioni polari della nostra stella

Ieri, 10 febbraio alle 5:03, è partita da Cape Canaveral la missione dell’ESA e della Nasa denominata Solar Orbiter, allo scopo di studiare il Sole da distanza ravvicinata, ovvero da un punto a circa 42 milioni di km dalla superficie solare, all’interno dell’orbita di Mercurio.

La missione è partita regolarmente e dopo solo un’ora dal lancio ha già inviato i primi segnali rassicuranti alla Terra. Nonostante la sonda viaggi ad una distanza così ravvicinata rispetto alla nostra stella, è dotata di uno scudo termico che proteggerà gli strumenti scientifici a bordo, in modo che possano funzionare anche a temperature di 500 gradi.

Il viaggio di Solar Orbiter

La traiettoria del veicolo spaziale prevede un primo incontro “a breve distanza” con il Sole tra due anni, ma se ne verificheranno altri negli anni seguenti, alternati a una serie di passaggi ravvicinati (Flyby) di Venere e della Terra, pianeti di cui sfrutterà l’effetto fionda gravitazionale.

I giorni scorsi hanno fatto il giro del modo gli incredibili scatti ravvicinati del Sole immortalati dal nuovo super telescopio solare Daniel K. Inouye Solar Telescope, installato alle Hawaii. Ora a svelare i misteri della nostra stella ci penserà la missione Solar Orbiter, fornendo le prime osservazioni di zone finora quasi del tutto inesplorate come le regioni polari del Sole e fornirà preziose e inedite indicazioni sul suo funzionamento.

La sonda studierà inoltre in che modo l’intensa radiazione e le particelle energetiche espulse dal Sole e trasportate dal vento solare attraverso il Sistema Solare influiscano sulla Terra e cercherà anche di migliorare le previsioni di questo tipo di fenomeni.

Come il Sole influenza il nostro Pianeta

Le cosiddette tempeste solari possono infatti anche compromettere il funzionamento delle reti elettriche e danneggiare le telecomunicazioni e il traffico aereo, mettendo anche a rischio l’attività extraveicolar degli astronauti.

Günther Hasinger, direttore scientifico dell’ESA, commenta così la missione di Solar Orbiter: «Come umani abbiamo sempre conosciuto l’importanza del Sole per la vita sulla Terra, abbiamo osservato il Sole e cercato di capire come funziona nel dettaglio; ma da tempo sappiamo anche che il Sole ha il potenziale per disturbare la vita di tutti i giorni nel caso ci trovassimo sulla linea di tiro di una potente tempesta solare. Entro la fine della missione Solar Orbiter, sapremo di più sulla forza nascosta responsabile del comportamento mutevole del Sole e della sua influenza sul nostro Pianeta». 

Le informazioni raccolte dalla missione andranno ad aggiungersi ai dati collezionati dalla Parker Solar Probe. lanciata dalla NASA pochi anni fa e a quelli di SOHO dell’ESA, che studia il sole ininterrottamente.

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