Elena Rossi è la beauty expert che ha creato ed è alla guida della community di “green beauty addicted” più numerosa in Italia

Vanity Space Blog è una vera e propria comunità in cui si scambiano informazioni di valore e consigli, dove si trovano promozioni per gli acquisti e recensioni: il coinvolgimento attivo delle persone, donne ma anche uomini, è il vanto di Elena Rossi.

A lei il pubblico ha riconosciuto una competenza che le deriva dalla tradizione famigliare, visto che sua nonna e sua mamma si sono sempre dedicate a fitoterapia, rimedi naturali, unguenti e preparati galenici. Partendo da questa sua passione, Elena ha iniziato a dare consigli sulla cosmesi green attraverso il suo Vanity Space (nato nel 2013).

Probabilmente la parola ideale per descriverla è divulgatrice, che parla a un pubblico estremamente interessato alla cosmesi bio e naturale. Chi meglio di lei per conoscere le nuove tendenze in questo ambito della bellezza?

Da esperta, quali nuove tendenze hai notato nel mondo del beauty green?

“Direi che c’è un nuovo trend che riguarda il packaging. Ci sono tantissime aziende che vogliono essere più vicine all’ambiente, quindi in linea a 360 gradi con quella che è la filosofia del naturale: è inutile proporre una crema appunto naturale per poi metterla in un packaging che è di plastica o non in linea con la filosofia seguita per i prodotti”.

Leggi anche:  Festa della mamma: le proposte di FitBit

Un esempio?

Eterea Cosmesi Naturale sta proponendo confezioni in vetro o che recuperano materiali scartati. Ma, in generale, questo trend è in crescita (era iniziato nel 2019 con la campagna no plastic). Molti si stanno adeguando anche con grandi costi: rivedere tutta la linea è impegnativo per le aziende, ma ho visto che queste nuove voci di spesa non vanno a incidere sul costo finale per il cliente”.

Un altro trend nella cosmesi bio e naturale che hai individuato?

“Il km zero, la valorizzazione del territorio italiano. Ad esempio Rubina è gestita da una ragazza che, venendo da una famiglia di viticoltori, recupera dall’uva e dalle viti dei principi attivi pazzeschi che poi usa nei suoi prodotti di bellezza. Altrimenti, sarebbero considerati scarti”.

Un’ultima tendenza che vuoi segnalarci?

“Si fa molta ricerca, si cerca di innovare. Oggi si parla di epigenetica e di neurocosmesi (ramo della biologia cutanea). L’epigenetica considera tutti quei fattori esterni che condizionano la nostra pelle, come lo stress ambientale, l’inquinamento, le emozioni che prova una persona. Si usano estratti che vengono ricavati con tecniche nuove, diciamo delicate, per preservarli e renderli così molto performanti. Si punta molto sull’olfatto per coccolarci, per ricordarci di prenderci del tempo per noi, per essere nel qui e ora senza pensare alla bolletta da pagare o il treno da prendere”.

Leggi anche:  Una Lamborghini Huracán RWD Follow Me per l'aeroporto di Bologna

Il prodotto biologico costa tanto?

“Molte persone lo pensano, ma non è vero: ci sono prodotti accessibili. Come non è sempre vero che il prezzo alto sia sinonimo di qualità. Sul mercato ci sono cose naturali che costano meno di quelle della grande profumeria e che sono a volte anche migliori. A volte invece costano un po’ di più, ma i prodotti sono molto efficaci. Bisogna sempre leggere l’inci (l’elenco degli ingredienti) per capire cosa contiene un prodotto: se leggiamo capiamo come spendere meglio”.