Arriva dagli Stati Uniti l’allerta per l’epidemia di pidocchi tra teenager: sarebbe da mettere in relazione con l’usanza sempre più diffusa di ritrarsi con l’autoscatto insieme agli amici, sempre più in voga tra gli utenti di social network.

Quale adolescente non ha postato almeno una volta uno scatto testa a testa con il compagno di classe o l’amica del cuore o il fidanzatino di turno? Proprio questo contatto così ravvicinato tra teste favorirebbe il passaggio degli insidiosi parassiti del cuoio capelluto.

“Solitamente tratto bambini piccoli  – afferma Marcy McQuillian, operatrice di un “lice removal service”, operatrice impegnata quotidianamente nel servizio di rimozione dei pidocchi dalle teste dei ragazzini – perché per loro c’è un maggiore rischio che le teste vengano a contatto, ma ora gli adolescenti avvicinano le teste ogni giorno per scattare le foto con i cellulari”.

La conferma arriva anche da un ambulatorio di Oakland, che ritiene la tesi plausibile in quanto il contagio avviene tramite un contatto diretto.

Allarme reale o trovata pubblicitaria?

Ma non tutti sono d’accordo con la teoria statunitense, sospettando che si tratti semplicemente di una trovata pubblicitaria per alimentare il giro d’affari dei costosissimi centri per la rimozione dei pidocchi, il cui picco di diffusione è soprattutto in primavera.

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Ecco perché il dottor Richard Pollack, della School of Public Health dell’università di Harvard, fa notare che “ogni volta che apre un nuovo centro, sembra sempre che ci sia una nuova epidemia” e ricorda anche che i ragazzi hanno sempre avuto pidocchi; non esisterebbe dunque alcuna relazione provata tra la comparsa degli antipatici parassiti e l’uso di farsi autoscatti condivisi tramite social network, i cosiddetti ‘selfie’.
Intanto ci rimane il dubbio se credere o meno all’allarme.