Non poteva che chiamarsi #ScienceBulletChallenge l’hashtag lanciato da un gruppo di ricercatori italiani precari per denunciare le vergognose condizioni in cui versa la ricerca nel nostro Paese

L’hashtag fa infatti eco al fenomeno virale dell’Ice Bucket Challenge, che ha raccolto milioni di euro per la ricerca contro la Sla (Sindrome Laterale Amiotrofica) a colpi di secchiate d’acqua gelata in testa a Vip e a gente comune da tutte le parti del mondo. L’idea dell’iniziativa è del ricercatore 31enne Patrizio Di Micco,  dell’Università La Sapienza di Roma, insieme ad altri suoi colleghi del dipartimento.

Cervelli in fuga e precariato

«Quello che tutti sanno è che la Ricerca in Italia versa in condizioni disastrose e che i cervelli migliori sono in fuga – si legge sul sito di Science Bullet Challenge – Quello che invece pochi sanno è che la Ricerca è fatta da migliaia di ragazzi che restano e che ogni giorno, seppur certi della loro precarietà, tirano avanti con quello che – nella pochezza generale – di buono è rimasto. Anche noi – come tanti – ogni giorno mettiamo tutto di noi stessi perché spinti dalla passione per un lavoro che per noi rappresenta l’irrinunciabile per il benessere di tutti. Non vogliamo arrenderci».