Due alte cariche dell’azienda più odiata dai tassisti sono state fermate dalla polizia transalpina dopo le manifestazioni della scorsa settimana

Thibault Simphal e Pierre-Dimitri Gore-Coty, due dirigenti della filiale francese di Uber sono stati arrestati ieri. Le motivazioni non sono ben precise e basate su una serie di indagini che riguardano sia il servizio di trasporto privato più famoso al mondo che una serie di proteste scoppiate in Francia la scorsa settimana da parte dei servizi taxi del paese. Gareth Mead, portavoce di Uber, ha spiegato in un comunicato: “Siamo sempre a disposizione quando si tratta di rispondere a domande dell’autorità sul nostro servizio, cercando di risolvere ogni dubbio. Intanto vogliamo assicurare la salvaguardia dei nostri clienti dopo i disturbi avvenuti in Francia negli ultimi giorni”.

UberPop è illegale

“Deve essere smantellata e resa illegale” – aveva detto il presidente francese Hollande riguardo ad UberPop, l’app per smartphone che permette di prenotare un viaggio privato da una parte all’altra delle città facendo notare il suo dissenso verso l’azienda tanto da auspicare un sequestro delle auto scoperte a fornire servizi privati alternativi a quelli dei taxi. Le autorità parigine, seppur in assenza di un’autorizzazione che permetta davvero di fermare e sequestrare i veicoli privati di Uber – si sono messe all’opera per individuare gli autisti clandestini. Per farlo è scesa in strada la sezione Boers, specializzata nel controllo delle attività di taxi. Al momento Uber è vietata espressamente a Parigi per volontà del prefetto che ha emesso un decreto informativo sulla questione.

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