L’Autorità dei Trasporti propone un tetto massimo di 15 ore settimanali e l’iscrizione ad un registro regionali per gli autisti di UberPop

Buone notizie per Uber. L’Autorità dei Trasporti ha inviato al Governo una segnalazione in cui propone alcuni cambiamenti alla norma sui trasporti pubblici non di linea del 1992. Nello specifico l’Autority ritiene che, alla luce dell’esplosione della sharing economy a livello globale, servizi come UberPop possano diventare legittimi a determinate condizioni. Per la startup californiana si tratta di una vera e propria ventata di aria fresca dopo la decisione del giudice civile di Milano di bloccare i suoi conducenti non professionisti in tutta Italia.

Le nuove regole per UberPop

L’Autorità dei Trasporti propone un tetto massimo di 15 ore settimanali per i conducenti di UberPop. Questi, che sono normali autisti che con il proprio mezzo personale offrono un servizio di trasporto, dovranno inoltre stipulare un’assicurazione aggiuntiva e dovranno essere iscritti in un apposito registro regionale. L’Autority inoltre ritiene che possa essere eliminato l’obbligo di rientro in rimessa ad ogni servizio delle vetture di Uber e propone di affidare alle Regioni il compito di trovare i bacini sovracomunali di gestione di servizi taxi e noleggio con conducente.

Buone notizie anche per i tassisti, che nel corso del tempo si sono scontrati con Uber anche con iniziative piuttosto violente. L’Autority propone per i conducenti di taxi sconti e la possibilità di costituirsi come impresa per raccogliere più licenze. Inoltre, l’utilizzo delle vetture bianche potrebbe essere esteso per servizi pubblici destinati a particolari categorie di utenti o in sostituzione dei mezzi pubblici quando la domanda dei cittadini è ridotta.

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In una intervista al Corriere della Sera, il General Manager di Uber per l’Italia, Benedetta Arese Lucini, ha espresso tutta a sua soddisfazione per la segnalazione dell’Autorità dei Trasporti e ritiene che nel prossimo futuro l’app non avrà più i problemi legislativi sperimentati in Belgio, Germania e nel nostro Paese.“Siamo dispiaciuti per la decisione del Tribunale di Milano e faremo ricorso, – ha detto il numero uno italiano di Uber – anche perché nei mesi di EXPO impatta sul numero sempre crescente di stranieri che utilizza l’app. Da maggio, rispetto a marzo, abbiamo visto un incremento del 50%. Rimaniamo ottimisti: la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di garantire proporzionalità e assenza di discriminazioni nel regolamentare servizi come Uber e negli Stati Uniti abbiamo visto che sono necessari due anni per adattarsi. Qui siamo circa a metà percorso”.