Stampa 3D, ricostruito un orecchio nuovo a un bambino

L’orecchio di un 13enne affetto da una rara malformazione congenita è stato ricostruito ex novo all’ospedale Meyer di Firenze

Negli ultimi anni la tecnologia della stampa 3D ha fatto passi da gigante, raggiungendo risultati prima impensabili anche in ambito medico: dalla stampa della cornea a quella del primo midollo spinale in 3D a partire da staminali nervose, si è arrivati alla creazione di vari organi, tra cui il primo mini-cuore in 3D, partendo da cellule umane.
Nel 2018 la tecnica di stampa in 3D ha permesso di ricostruire in Cina l’orecchio di 5 bambini tra i 6 e i 9 anni affetti da un’anomalia del padiglione auricolare, che si presentava più piccolo e retratto.
Oggi un risultato analogo è stato raggiunto all’ospedale Meyer di Firenze, dove è stato ricostruito ex novo un orecchio a un bambino, un 13enne è affetto da microtia, malformazione congenita rara che colpisce 5 bambini su 10.000. Si è trattato in questo caso di una microtia bilaterale, che porta all’assenza di sviluppo dell’orecchio esterno, il padiglione auricolare. Partendo da cartilagini costali del bambino, il chirurgo ha ricostruito la forma dell’orecchio grazie ai modelli stampati in 3D.

Come si arriva alla copia in 3D?

Questo tipo di intervento riguarda in questo caso un orecchio solo, ma è stata data comunicazione che nei prossimi mesi è previsto una seconda ricostruzione analoga, che consentirebbe quindi al bambino di avere entrambi i padiglioni auricolari.
La forma esatta delle cartilagini con le quali ricostruire l’orecchio è stata acquisita mediante Tac e poi successivamente è stata stampata in 3D una copia delle cartilagini grazie ad un software di ultima generazione. Da questo modello tridimensionale è stata quindi individuata al millimetro la porzione di cartilagini da prelevare.

La forma ricostruita dall’orecchio materno 

Per arrivare a definire con la massima precisione possibile quale forma avrebbe avuto naturalmente l’orecchio, se il bambino avesse avuto il padiglione auricolare, è stato considerato come modello un orecchio della madre. Dopo varie simulazioni, i chirurghi hanno potuto procedere con l’intervento vero e proprio, il primo in Italia che si avvale della tecnologia 3D.
L’operazione è stata eseguita da un team di chirurghi dell’ospedale pediatrico fiorentino, guidati dal dottor Flavio Facchini, in sala erano presenti alcuni ingegneri del laboratorio T3Ddy, un’eccellenza che nasce dall’incontro fra Meyer e Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze, allo scopo di applicare tecnologie 3D altamente innovative nella pratica clinica.

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