Antonino Caffo – Lifestyle – DMO Data Manager Online https://lifestyle.datamanager.it Lifestyle - DMO Data Manager Online Fri, 21 Dec 2018 10:29:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 Jaguar Land Rover ha realizzato una portiera che riconosce il proprietario https://lifestyle.datamanager.it/2018/12/21/jaguar-land-rover-ha-realizzato-una-portiera-che-riconosce-il-proprietario/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/12/21/jaguar-land-rover-ha-realizzato-una-portiera-che-riconosce-il-proprietario/#respond Fri, 21 Dec 2018 10:29:46 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/?p=198986 La Range Rover Sport potrebbe presto beneficiare di una portiera che che riconosce il proprietario e si apre in automatico, rilevando la presenza di un utente validato Non sono così lontani i tempi quando potremo chiamare una Supercar e farla uscire da sola dal box o dal parcheggio per farci venire a prendere. Il tutto […]

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La Range Rover Sport potrebbe presto beneficiare di una portiera che che riconosce il proprietario e si apre in automatico, rilevando la presenza di un utente validato

Non sono così lontani i tempi quando potremo chiamare una Supercar e farla uscire da sola dal box o dal parcheggio per farci venire a prendere. Il tutto sarà più semplice del previsto con le auto a guida autonoma, probabilmente tra una decina di anni. Ma c’è un’altra interessante tecnologia che potrebbe salire a bordo di utilitarie e sportive, creata dal gruppo Jaguar Land Rover.

La compagnia ha infatti realizzato un prototipo di portiera con integrato un sensore di riconoscimento che, una volta individuato nelle vicinanze il possessore del veicolo, permette al mezzo di aprirsi in autonomia, senza toccare alcuna maniglia. La novità, montata su un modello di Range Rover Sport è solo un esperimento, riuscito molto bene.

Come funziona

La Sport sfrutta i sensori di movimento accanto all’attuale sistema di accesso senza chiave per rilevare il guidatore e aprirgli la porta. Una volta all’interno, ci sarà sul display di navigazione un pulsante per richiudere il veicolo e, se si vuole, permettere che si riapra da solo quando giunti a destinazione. Le porte hanno anche chip radar integrati, per impedire che, prima o dopo di partire, sbattano contro ostacoli come pali della luce, muretti o altre automobili.

portiera che riconosce il proprietario

Jaguar Land Rover ha collaborato con Mark Ormrod, ex Royal Marine, il primo reduce britannico del conflitto afgano ad aver subito tre amputazioni e medaglia d’oro degli Invictus Games (un evento sportivo che prevede la competizione tra veterani di guerra) per lo sviluppo della tecnologia, che potrebbe svolgere un ruolo importante nell’accessibilità ai veicoli da parte dei disabili. Ma i vantaggi sarebbero su larga scala, pensiamo ai genitori con bambini o nel caso in cui si abbiano le mani occupate da spesa, documenti o quant’altro. Al momento non ci sono dettagli a riguardo di una reale produzione ma questa è una di quelle soluzioni in grado di far evolvere il comparto automotive, sicuramente.

Questa tecnologia innovativa di Jaguar Land Rover mi sarebbe di enorme utilità, e potrebbe cambiare la vita di chi ha difficoltà ad entrare ed uscire dalla macchina. Per molti aprire e chiudere la portiera dell’auto è un gesto insignificante, ma spesso i piccoli ostacoli giornalieri che la gente neanche nota sono i più frustranti per chi vive  una disabilità

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Tesla richiama a casa 123mila Model S https://lifestyle.datamanager.it/2018/04/tesla-richiama-a-casa-123mila-model-s/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/04/tesla-richiama-a-casa-123mila-model-s/#respond Tue, 03 Apr 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/04/03/tesla-richiama-a-casa-123mila-model-s/ Un problema al servosterzo costringe la produttrice a riportare nelle officine migliaia di veicoli per non rischiare danni decisamente maggiori Pare esservi un’eccessiva corrosione nei bulloni del servosterzo dietro il richiamo di ben 123mila Model S da parte di Tesla. Secondo una e-mail inviata dalla società ai clienti interessati, il problema riguarda le auto prodotte […]

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Un problema al servosterzo costringe la produttrice a riportare nelle officine migliaia di veicoli per non rischiare danni decisamente maggiori

Pare esservi un’eccessiva corrosione nei bulloni del servosterzo dietro il richiamo di ben 123mila Model S da parte di Tesla. Secondo una e-mail inviata dalla società ai clienti interessati, il problema riguarda le auto prodotte prima di aprile 2016 ed è probabile che si verifichi nei climi più freddi in cui viene utilizzato sale stradale di calcio o magnesio. Anche se non sono stati registrati incidenti in relazione al difetto, per quanto afferma Tesla, si tratta di una mossa proattiva, pensata per impedire eventuali danni e, nelle peggiori delle ipotesi, eventi rischiosi.

Ecco le parole dell’azienda: ”Se i bulloni si guastano, il guidatore è ancora in grado di gestire l’auto, ma è necessaria una maggiore forza a causa della perdita o della riduzione del servosterzo. Ciò rende il veicolo più difficile da controllare a basse velocità ma non influenza materialmente il controllo ad alta velocità dove è richiesta solo una presa ridotta”.

Cosa succede

Distribuendo in tutto il mondo, le Model S interessate possono essere ovunque, anche in Italia. Quello che c’è da fare è contattare via email il produttore e attendere la conferma per recarsi al meccanico autorizzato più vicino. Sebbene non sia il più devastante dei problemi meccanici per Tesla, è comunque un altro grattacapo di cui l’azienda farebbe volentieri a meno nell’ultimo periodo. Il gruppo continua ad avere rallentamenti nella produzione della Model 3 e vive pesanti polemiche circa l’incidente che è costata la vita a una persona a bordo di una Model X. La vicenda ha sconvolto talmente il settore da convincerne molte a sospendere i test sulle auto senza pilota, in attesa di capire meglio cosa abbia provocato l’evento di qualche giorno fa.

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Il mitico van Volkswagen è pronto a tornare in versione elettrica https://lifestyle.datamanager.it/2017/10/mitico-van-volkswagen-pronto-tornare-versione-elettrica/ https://lifestyle.datamanager.it/2017/10/mitico-van-volkswagen-pronto-tornare-versione-elettrica/#respond Wed, 25 Oct 2017 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2017/10/25/mitico-van-volkswagen-pronto-tornare-versione-elettrica/ La compagnia avvierà entro il 2022 la produzione di I.D. Buzz che si rifà all’iconico mezzo di trasporto famoso negli anni 70 Finora avevamo visto solo concept, peraltro molto interessanti, di un van elettrico a marchio Volkswagen, ripensato in versione moderna. Finalmente la compagnia ha confermato l’esistenza di un progetto volto proprio a realizzare un […]

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La compagnia avvierà entro il 2022 la produzione di I.D. Buzz che si rifà all’iconico mezzo di trasporto famoso negli anni 70

Finora avevamo visto solo concept, peraltro molto interessanti, di un van elettrico a marchio Volkswagen, ripensato in versione moderna. Finalmente la compagnia ha confermato l’esistenza di un progetto volto proprio a realizzare un mini bus a emissioni zero, pronto a rinverdire i fasti della memoria anni ’70. Lo chiamerà I.D. Buzz, nome particolarmente brutto e probabilmente solo una sigla pronta a sparire nel 2022, quando effettivamente il mezzo di trasporto verrà venduto negli Stati Uniti, Europa e Cina. “Per quanto mi riguarda, I.D. Buzz è il più bel veicolo elettrico al mondo – ha spiegato Herbert Diess, a capo del Board della divisione Management del brand Volkswagen – il nostro obiettivo è chiaro, vogliamo rendere il van un best seller a livello globale, un punto di riferimento per i sistemi connessi di bordo”.

Come sarà

Sebbene si tratti anche questo di un concept, comunque confermato, è utile comprendere in che modo la compagnia intenda innovare molte delle caratteristiche interne dell’abitacolo. Ad esempio, tutti i classici strumenti manuali qui vengono racchiusi in un unico punto di accesso digitale, un display touch al centro dell’abitacolo, che non solo funge da centro di intrattenimento ma anche da computer di bordo, visto che sul resto del cruscotto non è presente alcun riferimento al livello dei liquidi, benzina o altri segnali utili durante la guida.

In un’immagine diffusa dal gruppo si riconosce chiaramente un iPad che funge da cervello principale, il che farebbe pensare all’utilizzo di CarPlay per la fruizione multimediale, anche se resta da capire in che modo verrebbero gestite tutte le altre informazioni basilari del mezzo, come appunto lo stato di salute hardware e software. Del resto manca ancora tanto al 2022 e di certo fino a quel momento il mercato delle automobili tirerà fuori un bel po’ di novità che potrebbero essere integrate anche sul van del futuro.

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Blade Runner 2049: il trailer racconta come sarà il nuovo capitolo del capolavoro di Ridley Scott https://lifestyle.datamanager.it/2017/05/blade-runner-2049-trailer-racconta-sara-capitolo-del-capolavoro-ridley-scott/ https://lifestyle.datamanager.it/2017/05/blade-runner-2049-trailer-racconta-sara-capitolo-del-capolavoro-ridley-scott/#respond Wed, 10 May 2017 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2017/05/10/blade-runner-2049-trailer-racconta-sara-capitolo-del-capolavoro-ridley-scott/ Warner Bros ha pubblicato un rapido assaggio in italiano del film che arriverà in autunno nelle sale di tutto il mondo: lo sci-fi è ancora salvo Non è mai semplice approcciare con critica distaccata un sequel cinematografico, soprattutto quando si tratta di un capolavoro come Blade Runner. Da qualche ora è disponibile in rete il […]

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Warner Bros ha pubblicato un rapido assaggio in italiano del film che arriverà in autunno nelle sale di tutto il mondo: lo sci-fi è ancora salvo

Non è mai semplice approcciare con critica distaccata un sequel cinematografico, soprattutto quando si tratta di un capolavoro come Blade Runner. Da qualche ora è disponibile in rete il video di presentazione in italiano di Blade Runner 2049, nuovo capitolo del kolossal del 1982 firmato da Ridley Scott. Non conviene fare paragoni con il passato, visto il rischio di cadere nell’ovvio non è come il primo o non c’entra nulla con l’originale. 2049 è un film diverso, legato al precedente solo per un paio di rimandi stilistici e per la presenza di Harrison Ford, invecchiato e stanco, ma pur sempre portatore di quel fascino da sbirro astuto che ne ha contraddistinto l’epopea post-umana vissuta 35 anni fa. Gli ingredienti per vedere un buon film ci sono tutti a partire dalla mano creativamente poderosa di Denis Villeneuve, già prodigio con Arrival e al lavoro sul remake di Dune.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=f2jW75Q8EaI”]

Megalopoli pericolosa

Se parte del fascino di Blade Runner non è presente oggi è perché quello che nel 1982 era solo un fantascientifico futuro, oggi è una realtà più vicina, meno sensazionalistica. Pensiamo alle auto volanti, agli ologrammi parlanti, ai robot e alla domotica presente nelle case della megalopoli malsana e pericolosa che faceva da sfondo alle peripezie del poliziotto Rick Deckard. Restano gli interrogativi del primo lavoro, che vagano tra psiche e azione, tra il dubbio se sia giusto o meno differenziare uomini e replicanti e la concezione che forse una vita in comune è ancora possibile. Domande che ci facciamo già oggi, quando ci chiediamo se non sia il caso di rallentare nell’adozione senza freni di una tecnologia che rischia di declassare l’importanza del pensiero umano nei processi decisionali del futuro, quelli che hanno il potere di guidare i cambiamenti socio-politici ed economici dei prossimi anni. Blade Runner 2049 uscirà in Italia il 5 ottobre, un giorno prima dell’arrivo in patria.

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Uber altro stop: vietato in Ungheria https://lifestyle.datamanager.it/2016/07/uber-altro-stop-vietato-ungheria/ https://lifestyle.datamanager.it/2016/07/uber-altro-stop-vietato-ungheria/#respond Fri, 15 Jul 2016 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2016/07/15/uber-altro-stop-vietato-ungheria/ Il servizio di auto in private-sharing si fermerà nel paese dal 24 luglio a causa di una dura legge approvata da Budapest Sono tanti i modi per sopravvivere all’ondata di Uber. C’è chi, come la Francia, ha tassato l’azienda con 900.000 dollari, rea di aver messo in atto “un servizio illegale” e costringendo così la […]

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Il servizio di auto in private-sharing si fermerà nel paese dal 24 luglio a causa di una dura legge approvata da Budapest

Sono tanti i modi per sopravvivere all’ondata di Uber. C’è chi, come la Francia, ha tassato l’azienda con 900.000 dollari, rea di aver messo in atto “un servizio illegale” e costringendo così la compagnia a terminare il suo business all’ombra della Torre Effeil. Altri invece, come l’Italia, non si decidono ancora circa le mosse con cui approcciare il fenomeno che, a distanza di anni, si è rivelato ben più di una meteora. Il prossimo paese pronto a bannare Uber è l’Ungheria, che dal 24 luglio vieterà la circolazione e l’offerta delle Ubercar, i mezzi privati degli autisti che hanno ottenuto il via libera dalla statunitense per offrire le corse a prezzi vantaggiosi.

Cosa succede

La data è quella dell’entrata in vigore di una legge che prevede il blocco, da parte delle autorità nazionali, di piattaforme internet che forniscono l’accesso a sistemi di comunicazione fuori legge. Tra questi vi è anche Uber che, secondo Budapest, semplifica la fruizione di attività da considerare contrarie alle norme vigenti in Ungheria. A giugno di quest’anno, il parlamento presieduto dal primo ministro dell’ala destra Viktor Orban, aveva già dato il via libera ad una legislazione che bloccasse le operazioni di Uber; quella delle ultime ore è solo la conseguenza della maggioranza posseduta al governo. Per Uber però non è detta l’ultima parola, visto che considera il ban solo come un blocco temporaneo e non una misura definitiva: “Non è un addio. Dobbiamo solo adeguarci alle decisioni della politica per il momento”. Resta difficile pensare a un dietrofront da parte di Orban e dei suoi colleghi, ma c’è da dire che oltre 16.000 persone usano periodicamente Uber nel paese, un numero che potrebbe spingere verso una regolamentazione più aperta, che contempli l’accettazione di regole per una possibile convivenza.

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Tesla presenta Model 3: mistero sul design https://lifestyle.datamanager.it/2016/03/tesla-presenta-model-3-mistero-sul-design/ https://lifestyle.datamanager.it/2016/03/tesla-presenta-model-3-mistero-sul-design/#respond Thu, 17 Mar 2016 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2016/03/17/tesla-presenta-model-3-mistero-sul-design/ L’azienda si prepara a svelare il suo veicolo da 35mila dollari. Il 31 marzo sarà tolto il velo a un’auto che si annuncia come rivoluzionaria Tesla svelerà tutti i dettagli, design compreso, della prossima Model 3 il 31 marzo. L’ufficialità dell’operazione è arrivata solo qualche ora fa con un invito distribuito alla stampa specializzata in cui […]

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L’azienda si prepara a svelare il suo veicolo da 35mila dollari. Il 31 marzo sarà tolto il velo a un’auto che si annuncia come rivoluzionaria

Tesla svelerà tutti i dettagli, design compreso, della prossima Model 3 il 31 marzo. L’ufficialità dell’operazione è arrivata solo qualche ora fa con un invito distribuito alla stampa specializzata in cui si rilasciano ben pochi dettagli sul veicolo che, a questo punto, è tutto da scoprire. In realtà, quella che dovrebbe andare in scena tra un paio di settimane potrebbe non essere nemmeno l’automobile ufficiale che sarà messa in vendita nel 2017. In più di un’occasione Elon Musk, CEO di Tesla, aveva infatti indicato che il modello completo e finale non sarebbe stato mostrato prima della disponibilità sul mercato.

Rivoluzionare la classe media

Scelta opinabile ma che si può comprendere se si pensa che Model 3 rappresenterà uno snodo cruciale per l’azienda. Finora il successo delle vetture precedenti erano dovuto quasi del tutto alla fascia alta di pubblico a cui si rivolgeva. Con Model 3, Tesla si lancia nella fascia media, quella più popolata di possibili acquirenti che non vedono l’ora di guidare un veicolo del genere, futuristico, affidabile (si spera) e unico nel suo genere. Riuscirà Tesla a rispettare le aspettative e a mettere in strada la sua terza generazione quanto prima? Nel recente passato l’azienda non ha mai nascosto di aver vissuto fasi difficili durante la produzione, tanto da dover rimandare a più riprese il lancio delle macchine precedenti. L’evento di presentazione del 31 marzo si terrà in California, dove sono attese circa 800 persone, tra cui 650 attuali possessori di una Tesla.

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La Google Car autonoma si scontra con un bus https://lifestyle.datamanager.it/2016/03/la-google-car-autonoma-si-scontra-un-bus/ https://lifestyle.datamanager.it/2016/03/la-google-car-autonoma-si-scontra-un-bus/#respond Tue, 01 Mar 2016 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2016/03/01/la-google-car-autonoma-si-scontra-un-bus/ L’Intelligenza Artificiale a bordo del veicolo aveva deciso di prendere (correttamente) la precedenza su un bus. Che la pensava diversamente Tutto è successo il giorno di San Valentino. Un modello di Lexus di veicolo autonomo di Google si è scontrato con un autobus cittadino in transito per le vie di Mountain View. Nulla di così […]

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L’Intelligenza Artificiale a bordo del veicolo aveva deciso di prendere (correttamente) la precedenza su un bus. Che la pensava diversamente

Tutto è successo il giorno di San Valentino. Un modello di Lexus di veicolo autonomo di Google si è scontrato con un autobus cittadino in transito per le vie di Mountain View. Nulla di così pericoloso ma comunque un ulteriore incidente che mette in discussione il modo di ragionare dell’Intelligenza Artificiale a bordo del veicolo. Il problema, come è accaduto già in passato, è stato causato dall’auto guidata da un uomo e non dalla macchina senza pilota di Google. Come si legge sul documento rilasciato dal dipartimento dei motoveicoli della California, la Google Car, per evitare degli ostacoli in carreggiata nei pressi di un semaforo, ha leggermente occupato la corsia centrale della strada. Un bus di linea, dietro la Google Car, aveva ben pensato di sorpassare l’auto di Big G sulla destra.

Cosa è successo

Al rientro in corsia, il veicolo autonomo non ha potuto fare a meno di toccare il bus, seppur alla velocità irrisoria (o quasi) di 3 km orari, mentre il bus era a circa 25 km orari. Nessun ferito o conseguenza se non l’iscrizione nel registro statale del sinistro, che più di altri fa notizia per il coinvolgimento della Google Car guidata dal computer di bordo. Come si evince dall’episodio, spesso non basta seguire le più corrette norme di guida in strada. Quando si tratta di prendere decisioni in piccole frazioni di secondo, l’AI di Google mostra ancora qualche pecca, dovuta alla mancanza di “tatto” umano che spesso può fare la differenza.

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Amazon aprirà 400 librerie https://lifestyle.datamanager.it/2016/02/amazon-aprira-400-librerie/ https://lifestyle.datamanager.it/2016/02/amazon-aprira-400-librerie/#respond Wed, 03 Feb 2016 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2016/02/03/amazon-aprira-400-librerie/ Se confermata, la notizia potrebbe aprire scenari inaspettati per il colosso di Jeff Bezos Amazon.com è sul punto di aprire 400 librerie in tutto il mondo. La notizia, assolutamente da confermare, arriverebbe da un dirigente di un importante centro commerciale statunitense, a conoscenza di piani sommari per l’ingresso in un mercato del tutto nuovo. Lo scorso […]

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Se confermata, la notizia potrebbe aprire scenari inaspettati per il colosso di Jeff Bezos

Amazon.com è sul punto di aprire 400 librerie in tutto il mondo. La notizia, assolutamente da confermare, arriverebbe da un dirigente di un importante centro commerciale statunitense, a conoscenza di piani sommari per l’ingresso in un mercato del tutto nuovo. Lo scorso novembre Amazon aveva aperto un negozio di libri nella città dove la sua storia è cominciata, Seattle, una sorta di “monumento” alla cittadina, un modo per porre l’attenzione degli appassionati sull’unico store fisico di Amazon al mondo. Per questo i rumors delle ultime ore giungono non solo inaspettati ma strategicamente spiazzanti per quello che finora ha rappresentato il colosso guidato da Jeff Bezos per l’industria culturale al mondo.

Dal digitale alla strada

Un’espansione delle librerie sarebbe infatti un deciso ripensamento della linea di business con cui Amazon andrebbe a concorrere con le catene più famose a livello internazionale (in Italia, ad esempio, Feltrinelli e Mondadori). “Amazon è sul punto di aprire dai 300 ai 400 negozi” – ha detto Sandeep Mthrani, CEO di General Groth Properties. Secondo gli analisti, la linea che il gruppo starebbe per avviare, potrebbe essere la stessa dei vari Warby Parker o Bonobos, marchi che hanno tratto dall’online gran parte del loro successo, prima di debuttare nel mercato locale con store territoriali. Ad oggi Amazon, tramite un portavoce, non ha commentato le speculazioni diffuse in rete. Il che è già un indizio sulla realtà dei fatti.

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Apple: evacuato il quartier generale in Irlanda https://lifestyle.datamanager.it/2016/01/apple-evacuato-quartier-generale-irlanda/ https://lifestyle.datamanager.it/2016/01/apple-evacuato-quartier-generale-irlanda/#respond Tue, 19 Jan 2016 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2016/01/19/apple-evacuato-quartier-generale-irlanda/ Un allarme ricevuto via email ha fatto scattare l’evacuazione per circa 4 mila dipendenti. Nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda Ci sarebbe una minaccia ricevuta via email dietro l’evacuazione forzata disposta dalle autorità nel quartier generale di Apple a Cork, nella Repubblica d’Irlanda. Stamattina, stando a quanto confermato dai media locali, gli uffici del quartier […]

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Un allarme ricevuto via email ha fatto scattare l’evacuazione per circa 4 mila dipendenti. Nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda

Ci sarebbe una minaccia ricevuta via email dietro l’evacuazione forzata disposta dalle autorità nel quartier generale di Apple a Cork, nella Repubblica d’Irlanda. Stamattina, stando a quanto confermato dai media locali, gli uffici del quartier generale europeo erano vuoti e solo nella giornata di oggi i primi dipendenti torneranno alle loro postazioni. Non è chiaro cosa fosse scritto nella comunicazione telematica ma è certo che dietro ad una mobilitazione del genere possa esservi qualcosa di davvero pericoloso. Come è solita fare, Apple ha declinato ogni commento anche se ci si aspetta di sapere qualcosa in più nelle prossime ore.

Big nel mirino

Nel 2015 una situazione del genere si era verificata negli uffici di Intel a Leixlip, sempre in Irlanda. In quel caso si era trattato di un falso allarme bomba inviato da un dipendente dell’azienda, che quel giorno proprio non voleva andare al lavoro. Uno scherzetto che ad Intel è costato una perdita di 6.000 ore di produzione. In Europa la situazione è questa. Dopo gli attentati di Parigi e la continua minaccia mediatica dell’Isis, le forze dell’ordine non possono sottovalutare nulla, nemmeno un allarme lanciato via posta elettronica nella seconda città della Repubblica irlandese.

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Oxford Dictionaries: la parola dell’anno è “emoji” https://lifestyle.datamanager.it/2015/11/oxford-dictionaries-la-parola-dellanno-e-emoji/ https://lifestyle.datamanager.it/2015/11/oxford-dictionaries-la-parola-dellanno-e-emoji/#respond Tue, 17 Nov 2015 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2015/11/17/oxford-dictionaries-la-parola-dellanno-e-emoji/ Oramai i volumi che spiegano il significato di parole e termini non possono più prescindere dalla tecnologia. L’esempio del famoso dizionario inglese Word of the Year è l’appuntamento che Oxford Dictionaries riserva al nuovo termine incluso nel suo volume e che ha rappresentato qualcosa di importante per l’anno che volge al termine. Come spiegato sul blog […]

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Oramai i volumi che spiegano il significato di parole e termini non possono più prescindere dalla tecnologia. L’esempio del famoso dizionario inglese

Word of the Year è l’appuntamento che Oxford Dictionaries riserva al nuovo termine incluso nel suo volume e che ha rappresentato qualcosa di importante per l’anno che volge al termine. Come spiegato sul blog ufficiale, la parola del 2015 è “emoji“. La scelta riflette l’evoluzione del linguaggio inglese ma non solo. Sebbene il dizionario si riferisca alla lingua anglosassone, è evidente come emoji sia un termine universalmente riconosciuto come tale, tanto che anche le singole traduzioni, come l’italiano “emoticon”, possono lasciare il passo all’originale.

Perché è stata scelta la faccina

“Emoji è un termine che esiste almeno dalla fine degli anni ’90 – si legge sul blog – ma nel 2015 il suo utilizzo ha visto una crescita davvero importante. Quest’anno abbiamo stretto una partnership con l’azienda SwiftKey per analizzare le statistiche su quali emoticon fossero i più popolari al mondo e abbiamo scoperto che quello che mostra la faccina che sorride a crepapelle è stato quello di più successo a livello globale. Dal 1997, anno della prima comparsa, il termine è cresciuto notevolmente, tanto da far registrare una percentuale di adozione tre volte maggiore rispetto al 2014”. Gli emoji non appartengono più solo al pubblico dei teenager, anzi. Anche personaggi famosi, come Hillary Clinton, ne hanno evidenziato il potere comunicativo, capace di andare oltre le barriere linguistiche, le razze e le religioni. Non è un caso se l’aggiornamento di iOS 9.1, abbia puntato molto sull’inclusione di nuove emoticon all’interno della tastiera di iPhone e iPad.

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