Matteo Testa – Lifestyle – DMO Data Manager Online https://lifestyle.datamanager.it Lifestyle - DMO Data Manager Online Wed, 23 Jan 2019 15:46:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 Fortnite migliori kill: le più incredibili uccisioni del battle royale del momento – VIDEO https://lifestyle.datamanager.it/2019/01/22/fortnite-migliori-kill-le-piu-incredibili-uccisioni-del-battle-royale-del-momento-video/ https://lifestyle.datamanager.it/2019/01/22/fortnite-migliori-kill-le-piu-incredibili-uccisioni-del-battle-royale-del-momento-video/#respond Tue, 22 Jan 2019 14:01:31 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/?p=199413 Scopri tutte le Fortnite migliori kill dell’anno passato tra cecchini, vere e proprie stragi e anche qualche errore tutto da ridere Fortnite è stato il videogioco che ha dato nuovo lustro ai battle royale, modalità di gioco che negli anni ha perso d’interesse nei confronti dei videogiocatori. Il titolo di Epic Games però è andato […]

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Scopri tutte le Fortnite migliori kill dell’anno passato tra cecchini, vere e proprie stragi e anche qualche errore tutto da ridere

Fortnite è stato il videogioco che ha dato nuovo lustro ai battle royale, modalità di gioco che negli anni ha perso d’interesse nei confronti dei videogiocatori. Il titolo di Epic Games però è andato oltre diventando quasi un fenomeno di costume e ovviamente ha attirato l’attenzione anche dei pro player, che grazie a tornei ad esso dedicati hanno guadagnato belle cifre nel 2018. Ovviamente il punto di forza di Fortnite è la sfida di sconfiggere i propri nemici in un ambiente esteso quasi all’infinito e costruendo fortificazioni per potersi difendere al meglio. Di seguito abbiamo raccolto i filmati delle Fortnite migliori kill dell’anno passato tra cecchini infallibili dalle lunghe distanze, guerrieri arditi in grado di sconfiggere veri e propri eserciti da soli, evoluzioni incredibili, lavoro di squadra e molto altro ancora. Ovviamente non potevano mancare anche epic fail clamorosi. Capita spesso che la troppa fiducia in se stessi o un calo di attenzione possano costare la vita in questo tipo di giochi.

Fortnite migliori kill del 2018

Fortnite migliori kill: i cecchini

Fortnite migliori kill: epic fail

 

 

 

 

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Fortnite migliori giocatori: ecco chi sono e quanto guadagnano https://lifestyle.datamanager.it/2019/01/14/fortnite-migliori-giocatori-ecco-chi-sono-e-quanto-guadagnano/ https://lifestyle.datamanager.it/2019/01/14/fortnite-migliori-giocatori-ecco-chi-sono-e-quanto-guadagnano/#respond Mon, 14 Jan 2019 15:42:38 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/?p=199234 Fortnite è senza ombra di dubbio il gioco del momento e permette ai pro player di mettersi in tasca belle cifre. Ecco chi sono i migliori giocatori e quanto hanno guadagnato l’anno passato Fortnite è tra i più grandi successi in ambito videoludico non solo di quest’anno ma forse della storia. Molti professionisti hanno deciso […]

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Fortnite è senza ombra di dubbio il gioco del momento e permette ai pro player di mettersi in tasca belle cifre. Ecco chi sono i migliori giocatori e quanto hanno guadagnato l’anno passato

Fortnite è tra i più grandi successi in ambito videoludico non solo di quest’anno ma forse della storia. Molti professionisti hanno deciso di passare al titolo da Epic Games e quelli di prima fascia hanno diversi modi per mettersi in tasca cifre anche piuttosto consistenti nonostante alcune lacune da parte della software house. Quest’ultima ha fatto emergere tutta la sua poca esperienza nel campo dell’esport mostrando una certa confusione tra pro player e streamer e con il fatto che non è stata la prima a organizzare tornei per il suo battle royale, forse tale attività non era nemmeno nei piani a breve termine dell’azienda. Prima delle competizioni ufficiali di Epic, la gara più interessate è stata infatti quella realizzata dallo YouTube KEEMSTAR e UMG battezzata “Friday Fortnite” con un prize pool settimanale di 20mila dollari. Il debutto ufficiale del developer americano è arrivato con “Summer Skirmish” e un montepremi di 8 milioni di dollari. Poi è arrivato “Fall Skirmish” e la cifra a disposizione dei vincitori è salita addirittura a 10 milioni. L’ultimo evento del 2018 è stato invece il “Winter Royale”. L’aspetto più curioso è che Epic premia i giocatori fino al centesimo classificato e permette anche di ottenere discrete cifre a livello di squadre in base ai punti ottenuti dai singoli membri.

Fortnite migliori giocatori in Nord America

I tornei di Epic si distinguono in due regioni: NA ed EU. Per quanto riguarda il Nord America, Turney Tenney, meglio conosciuto come Tfue e supportato da FaZe Clan, ha intascato 465.000 dollari grazie alle vittorie in 4 “Friday Fortnite” e nella Gran Finals di “Fall Skirmish”. Al secondo posto si piazza Cloak-Cloaky, aka Dennis Lepore e compagno di squadra di Tenney. Questo si è portato a casa 418.650 dollari in totale. Il gradino più basso del podio è occupato da Bizzle (Timothy Miller) dei Ghost Gaming con 404.275 dollari. Al quarto posto c’è Natehill (Nate Hill) di FaZe Clan con 340.825 dollari seguito da Poach (Jake Brumleve) del Team Liquidi con 320.475 dollari.

Fortnite migliori giocatori in Europa

In Europa i montepremi non sono all’altezza di quelli americani ma si tratta comunque di cifre importanti. L’olandese Mitr0 (Dmitri Van de Vrie) si guadagna la prima posizione con 258.264 dollari grazie a diverse vittorie in Summer e Fall Skirmish. Al secondo posto c’è invece lo svizzero Kinstaar di Solay con 215.000 dollari. La medaglia di bronzo finisce sul collo di Klaivert “Teeqzy” Dervishi, che dopo l’esperienza in Salty è passato alla corte dei Vitality. Il belga ha ottenuto 171.000 dollari. Il lituano Domentos del team Secret, grazie protagonista delle competizioni esport l’estate scorsa, si intasca 156.875 dollari e precede il tedesco Liam “Kamo” Fillery con 140.671 dollari. Menzione d’onore per Pw3r, al secolo Giorgio Calandrelli, unico italiano in classifica. Dopo essersi cimentato con Overwatch e Call of Duty, il pro player tricolore grazie a Fortnite e al team Fnatic si è portato a casa 49.650 dollari.

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Google perde 10 milioni di dollari per l’errore di uno stagista https://lifestyle.datamanager.it/2018/12/google-perde-10-milioni-di-dollari-per-un-errore-di-uno-stagista/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/12/google-perde-10-milioni-di-dollari-per-un-errore-di-uno-stagista/#respond Thu, 06 Dec 2018 09:56:25 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/?p=198566 Uno stagista ha bloccato per 45 minuti tutte le inserzioni gestite dall’azienda sui siti americani e australiani. Big G ha perso 10 milioni di dollari per questo errore Un tasto sbagliato probabilmente influenzerà per sempre la futura carriera lavorativa di uno stagista di Google. Durante un corso riguardante il funzionamento del sistema che gestisce la […]

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Uno stagista ha bloccato per 45 minuti tutte le inserzioni gestite dall’azienda sui siti americani e australiani. Big G ha perso 10 milioni di dollari per questo errore

Un tasto sbagliato probabilmente influenzerà per sempre la futura carriera lavorativa di uno stagista di Google. Durante un corso riguardante il funzionamento del sistema che gestisce la pubblicità, un dipendente del colosso di Mountain View ha bloccato le inserzioni su tutto il territorio degli Stati Uniti e Australia per circa 45 minuti. Al posto degli annunci su migliaia di siti è apparso un quadrato giallo utilizzato come banner di prova durante il test per i nuovi lavoratori. Google ha ammesso l’errore e ha comunque deciso di pagare i gestori dei siti colpiti da questo problema tecnico come prova dell’importanza che hanno per l’azienda. I siti che utilizzano Google Adsense infatti percepiscono una percentuale sui ricavi derivanti dai click sui bannere. Stando alle stime del Financial Times, il danno economico dovuto dall’errore del lavoratore inesperto sarebbe intorno ai 10 milioni di dollari. Si tratta di una cifra non particolarmente alta per le casse di Google ma la credibilità del colosso americano è stata comunque scossa. Al momento non è possibile sapere quale sarà il destino dello stagista distratto ma certamente avrà ricevuto una bella ramanzina. Dato l’errore è forse più probabile che sia stato accompagnato all’uscita.

La pubblicità è la principale fonte di reddito per Google, che solo nei tre mesi passati ha ottenuto l’86% del suoi ricavi dal settore advertising per un totale di 28,95 miliardi di dollari.

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Samsung chiede scusa ai dipendenti malati di cancro: “Capiamo il vostro dolore” https://lifestyle.datamanager.it/2018/11/samsung-chiede-scusa-ai-dipendenti-malati-di-cancro-capiamo-il-vosto-dolore/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/11/samsung-chiede-scusa-ai-dipendenti-malati-di-cancro-capiamo-il-vosto-dolore/#respond Fri, 23 Nov 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/11/23/samsung-chiede-scusa-ai-dipendenti-malati-di-cancro-capiamo-il-vosto-dolore/ Samsung si scusa pubblicamente con i suoi dipendenti che si sono ammalati di cancro lavorando nelle sue fabbriche e si accorda per un risarcimento da corrispondere alle vittime Samsung si è vista costretta ad ammettere di aver sbagliato nel tutelare la salute dei suoi dipendenti e si tratta di un errore particolarmente grave per le […]

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Samsung si scusa pubblicamente con i suoi dipendenti che si sono ammalati di cancro lavorando nelle sue fabbriche e si accorda per un risarcimento da corrispondere alle vittime

Samsung si è vista costretta ad ammettere di aver sbagliato nel tutelare la salute dei suoi dipendenti e si tratta di un errore particolarmente grave per le conseguenze che ha avuto sul benessere di molti lavoratori. Il colosso coreano ha chiesto ufficialmente scusa agli operai che si sono ammalati di cancro e alle loro famiglie. Stando alle accuse, circa 320 persone assunte dal colosso coreano per la catena di montaggio da dieci anni a questa parte hanno riscontrato patologie rare, aborti e malattie congenite passate ai figli e di queste ben 118 sono purtroppo decedute. “Ci scusiamo pubblicamente con i lavoratori che hanno sofferto e con le loro famiglie – ha detto il copresidente dell’azienda Kim Ki-Nam – Non siamo riusciti a gestire correttamente i rischi per la salute nelle nostre fabbriche di semiconduttori e LCD”. Lo scandalo sanità è emerso nel 2007 quando ex operai degli impianti di Suwon, nei pressi di Seoul, hanno denunciato casi di tumore anche tra alcuni membri delle loro famiglie causati dalle condizioni di lavoro.

Le scuse di Samsung e il risarcimento nei confronti dei malati arrivano solo dopo un intervento diretto dell’Agenzia statale per il benessere del lavoro della Corea del Sud e un’inchiesta del Washington Post. L’azienda di elettronica all’inizio del mese aveva infatti annunciato che corrisponderà a ogni famiglia colpita da questa piaga fino a 150 milioni di won, circa 113mila dollari. Il portavoce delle vittime, Hwang Sang-gi, si è detto felice di aver potuto mantenere le promesse ma allo stesso tempo che le scuse non sono sufficienti, “perché non posso dimenticare il dolore che lei e la nostra famiglia hanno dovuto affrontare: ma le accetteremo”. L’uomo nel 2007 aveva perso la figlia 22enne per la leucemia.

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Amazon ha deciso: la seconda sede sarà divisa tra due città https://lifestyle.datamanager.it/2018/11/amazon-ha-deciso-la-seconda-sede-sara-divisa-tra-due-citta/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/11/amazon-ha-deciso-la-seconda-sede-sara-divisa-tra-due-citta/#respond Tue, 06 Nov 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/11/06/amazon-ha-deciso-la-seconda-sede-sara-divisa-tra-due-citta/ Amazon per la sua seconda sede ha scelto di dividerla tra Long Island City a New York e Crystal City in Virginia. Ogni edificio ospiterà 25mila dipendenti Amazon ha intenzione di realizzare una seconda sede oltre a quella di Seattle e per scegliere la località in cui costruirla ha indetto una sorta di concorso che […]

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Amazon per la sua seconda sede ha scelto di dividerla tra Long Island City a New York e Crystal City in Virginia. Ogni edificio ospiterà 25mila dipendenti

Amazon ha intenzione di realizzare una seconda sede oltre a quella di Seattle e per scegliere la località in cui costruirla ha indetto una sorta di concorso che ha coinvolto quasi 250 città negli Stati Uniti. Oggi, secondo quanto riporta il New York Times, il colosso dell’e-commerce ha finalmente preso una decisione. L’azienda fondata da Jeff Bezos sarebbe intenzionata a suddividere i suoi uffici tra Long Island City, nel quartiere del Queens di New York, e Crystal City, cittadina della Virginia a pochi chilometri da Washington. La scelta di Amazon di suddividere la sede in due diverse località ha sorpreso un po’ tutti. Il progetto di Amazon è quello di costruire due edifici identici in grado di ospitare ognuno 25mila dipendenti.

Alcuni dirigenti di Amazon avrebbero già incontrato nelle scorse settimane Andrew Cuoco e Bill de Blasio, rispettivamente governatore e sindaco di New York. Entrambi avrebbero intenzione di corrispondere al portale per il commercio online una serie di agevolazioni pur di accaparrarsi il suo favore e il giro d’affari potenziale derivanti dalla nuova sede. Il colosso dell’e-commerce ha annunciato che investirà nella nuova sede ben 5 miliardi di dollari e che il progetto porterà circa 50mila nuovi posti di lavoro.

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Tim Cook si presenta a sorpresa all’Apple Store di Milano per il lancio di iPhone XR https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/tim-cook-si-presenta-a-sorpresa-allapple-store-di-milano-per-il-lancio-di-iphone-xr/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/tim-cook-si-presenta-a-sorpresa-allapple-store-di-milano-per-il-lancio-di-iphone-xr/#respond Fri, 26 Oct 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/26/tim-cook-si-presenta-a-sorpresa-allapple-store-di-milano-per-il-lancio-di-iphone-xr/ Tim Cook questa mattina ha visitato a sorpresa l’Apple Store di Milano. Il CEO di Apple ha colto l’occasione per intrattenersi per qualche minuto con i clienti del negozio Oggi Apple ha lanciato ufficialmente sul mercato italiano il suo iPhone XR, modello “low cost” presentato in concomitanza con iPhone XS e iPhone XS Max. La […]

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Tim Cook questa mattina ha visitato a sorpresa l’Apple Store di Milano. Il CEO di Apple ha colto l’occasione per intrattenersi per qualche minuto con i clienti del negozio

Oggi Apple ha lanciato ufficialmente sul mercato italiano il suo iPhone XR, modello “low cost” presentato in concomitanza con iPhone XS e iPhone XS Max. La vera notizia è però che questa mattina intorno alle 8:30 il CEO del colosso di Cupertino, Tim Cook, si è presentato a sorpresa all’Apple Store di piazza Liberty a Milano. La visita inaspettata del top manager ha ovviamente suscitato l’interesse del pubblico in fila per acquistare i nuovi prodotti della Mela che ha colto l’occasione per scattarsi un selfie con lui. Cook ha trascorso nel negozio una mezz’ora circa e si è intrattenuto volentieri con i clienti e i lavoratori del punto vendita.

Cook in questi giorni ha partecipato alla conferenza sulla privacy dell’Unione Europea a Bruxelles, dove ha sottolineato come i dati sono diventati armi nelle mani delle aziende del web, e ieri è stato a Madrid nell’ambito di un tour di lavoro. Questa è la prima volta che il top manager di Cupertino ha visitato il flasghip store di Milano, considerato di importanza strategica tanto da averlo citato ufficialmente durante la presentazione di iPhone XS lo scorso settembre. L’Apple Store di Milano è stato inaugurato a luglio e si caratterizza per una scalinata abbellita da enormi fontane a cascata che all’occorrenza può diventare un anfiteatro in cui ospitare eventi di ogni genere.

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Scandalo molestie sessuali in Google: coinvolto anche il padre di Android https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/scandalo-molestie-sessuali-in-google-coinvolto-anche-il-padre-di-android/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/scandalo-molestie-sessuali-in-google-coinvolto-anche-il-padre-di-android/#respond Fri, 26 Oct 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/26/scandalo-molestie-sessuali-in-google-coinvolto-anche-il-padre-di-android/ Google negli ultimi 2 anni avrebbe licenziato 48 persone, tra cui 13 manager, perché accusati di molestie sessuali. Tra gli accusati ci sarebbe anche Andy Rubin Dopo Uber anche un altro colosso del mondo web potrebbe essere coinvolto in uno scandalo sessuale di proporzioni epiche. Il CEO di Google, Sundar Pichai, ha confermato in una […]

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Google negli ultimi 2 anni avrebbe licenziato 48 persone, tra cui 13 manager, perché accusati di molestie sessuali. Tra gli accusati ci sarebbe anche Andy Rubin

Dopo Uber anche un altro colosso del mondo web potrebbe essere coinvolto in uno scandalo sessuale di proporzioni epiche. Il CEO di Google, Sundar Pichai, ha confermato in una lettera inviata ai dipendenti che l’azienda negli ultimi 2 anni ha licenziato ben 48 persone, tra cui 12 manager, perché accusati di molestie sessuali. La lettera del numero uno di Mountain View arriva in risposta alle rivelazioni del New York Times secondo cui l’inventore del sistema operativo Android, Andy Rubin, sarebbe stato allontanato nel 2014 per un comportamento inappropriato nell’ambito della sfera sessuale. Al momento del suo addio l’ingegnere aveva annunciato che il suo obiettivo era quello di dedicarsi a progetti personali come Essential, azienda nata per creare un’alternativa credibile ad iPhone di Apple. Rubin in realtà sarebbe stato allontanato da Google proprio per le accuse di molestie e avrebbe ricevuto una liquidazione da 90 milioni di dollari.

Pichai nella sua e-mail sottolinea che nessuno dei dipendenti licenziati ha ricevuto la buonuscita e che Google ha assunto “una linea sempre più dura per le condotte inappropriate di persone che hanno una posizione di autorità”. In merito all’articolo del New York Times l’ad di Mountain View ha sottolineato come questa fosse una storia “difficile da leggere” e ribadisce come “vogliamo assicurare che valutiamo ogni singola denuncia di molestie, indaghiamo e prendiamo azioni” nei confronti dei responsabili. Nel frattempo Sam Singer, portavoce di Rubin, ha respinto le accuse contro il padre di Android affermando che questo si dimise da Google di sua volontà per realizzare l’incubatore di startup tecnologiche Playground. Lo scandalo ha avuto un impatto negativo sui titoli di Alphabet che sono calati in apertura a Wall Street.

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Addio a Paul Allen, co-fondatore di Microsoft https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/addio-a-paul-allen-co-fondatore-di-microsoft/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/addio-a-paul-allen-co-fondatore-di-microsoft/#respond Wed, 17 Oct 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/10/17/addio-a-paul-allen-co-fondatore-di-microsoft/ Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, è scomparso all’età di 65 anni per un tumore. L’informatico ha favorito il progresso tecnologico ma è stato anche filantropo e imprenditore sportivo Microsoft dice addio a una delle figure più importanti della sua storia. Paul Allen, co-fondatore dell’azienda insieme a Bill Gates, si è spento a Seattle all’età di […]

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Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, è scomparso all’età di 65 anni per un tumore. L’informatico ha favorito il progresso tecnologico ma è stato anche filantropo e imprenditore sportivo

Microsoft dice addio a una delle figure più importanti della sua storia. Paul Allen, co-fondatore dell’azienda insieme a Bill Gates, si è spento a Seattle all’età di 65 anni e appena due settimane dopo l’annuncio di essersi nuovamente ammalato. L’imprenditore è deceduto a causa delle complicazioni legate a un linfoma non Hodgkin, la stessa forma di cancro che lo aveva colpito nel 2009. Allen e Gates nell’infanzia avevano frequentato la stessa scuola privata e insieme avevano lasciato il college con il sogno di portare un computer in ogni casa. Nel 1975 è quindi nata Microsoft. Nel 1983 Allen è stato costretto a lasciare l’azienda dopo essersi ammalato per la prima volta di tumore e dal 2000 aveva abbandonato anche la sua posizione all’interno del consiglio di amministrazione. L’informatico restava comunque uno dei maggiori azionisti con un patrimonio stimato di 1,75 miliardi di dollari. Allen, secondo quanto afferma Satya Nadella, CEO del colosso di Redmond, ha dato “un indispensabile contributo a Microsoft e all’industria tecnologica” ed è stato per lui un grande maestro. “Continua ancora a ispirarmi. Come co-fondatore di Microsoft ha creato prodotti magici ed esperienze nuove, e nel farlo ha cambiato il mondo”.

Allen non era solo un appassionato di informatica ma anche un importante filantropo come l’amico Gates e amante dello sport. L’imprenditore era proprietario dei Portland Trail Blazers, franchigia dell’NBA, e della squadra di football dei Seahawks. Il co-fondatore di Microsoft ha inoltre investito oltre 2 miliardi di dollari per finanziare cause umanitarie in favore dei senzatetto, per la ricerca scientifica e l’esplorazione spaziale. Ora che è scomparso, buona parte della sua eredità verrà destinata ad aiutare i bisognosi.

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Plutone può tornare a essere un pianeta https://lifestyle.datamanager.it/2018/09/plutone-puo-tornare-a-essere-un-pianeta/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/09/plutone-puo-tornare-a-essere-un-pianeta/#respond Wed, 12 Sep 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/09/12/plutone-puo-tornare-a-essere-un-pianeta/ Secondo alcuni scienziati, i parametri utilizzati per declassare Plutone a pianeta nano sono poco utilizzati e non più al passo con i tempi  Da anni si discute se Plutone sia o meno un pianeta in tutto e per tutto. Il corpo celeste che prende il nome del dio greco degli Inferi è più piccolo di […]

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Secondo alcuni scienziati, i parametri utilizzati per declassare Plutone a pianeta nano sono poco utilizzati e non più al passo con i tempi 

Da anni si discute se Plutone sia o meno un pianeta in tutto e per tutto. Il corpo celeste che prende il nome del dio greco degli Inferi è più piccolo di sette delle lune presenti nel Sistema Solare ed esercita effetti gravitazionali minimi sulla materia che lo circonda. E’ Nettuno infatti a influenzare l’orbita del suo compagno. Per questi motivi nel 2006 fu declassato a pianeta nano. Nel 2015, a 84 anni dalla scoperta di Plutone, il dilemma sulla sua nomenclatura è tornato di attualità. Il 14 luglio di quell’anno dalle analisi della sonda New Horizons è emerso che il pianeta nano fosse effettivamente più grande di quello che si pensava ma non abbastanza per soddisfare i parametri imposti dalla International Astronomical Union per il passaggio di categoria. Oggi un nuovo studio dell’Università della Florida potrebbe cambiare nuovamente la situazione.

Il team del Philip Metzger del Florida Space Institute ha passato in rassegna la letteratura scientifica sull’argomento negli ultimi 200 anni e ha trovato una sola pubblicazione del 1802 in cui si fa riferimento alla compensazione dell’orbita come requisito per la classificazione dei pianeti. Questa secondo i ricercatori dovrebbe essere basata sulle proprietà intrinseche del corpo celeste e non su fattori che possono cambiare come appunto il moto di rivoluzione. “La definizione dello IAU sostiene che l’oggetto fondamentale della scienza planetaria, il pianeta, dovrebbe essere definito sulla base di un concetto che nessuno scienziato usa, – afferma Metzger – escludendo in funzione di questo il secondo pianeta più complesso e interessante nel nostro Sistema Solare”. “Le dinamiche non sono costanti, cambiano costantemente – aggiunge – quindi non sono la descrizione fondamentale di un corpo, sono solo l’occupazione di un corpo in un’epoca ben precisa”. I ricercatori quindi affermano che un pianeta per essere tale deve avere una massa e una forza di gravità abbastanza potente da assumere una forma sferica.

Plutone inoltre ha un’atmosfera composta da più strati, un oceano sotterraneo, lune multiple e prove di composti organici in superficie ed è quindi più “dinamico e vivo” del più vicino Marte.

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Marck Zuckerberg è il terzo uomo più ricco al mondo https://lifestyle.datamanager.it/2018/07/marck-zuckerberg-e-il-terzo-uomo-piu-ricco-al-mondo/ https://lifestyle.datamanager.it/2018/07/marck-zuckerberg-e-il-terzo-uomo-piu-ricco-al-mondo/#respond Mon, 09 Jul 2018 00:00:00 +0000 https://lifestyle.datamanager.it/2018/07/09/marck-zuckerberg-e-il-terzo-uomo-piu-ricco-al-mondo/ Mark Zuckerberg, CEO e co-fondatore di Facebook, ha superato Warren Buffet diventando il terzo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato di più di 81 miliardi di dollari Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook, è entrato ufficialmente nell’elite dei Paperoni mondiali. Bloomberg ha confermato che l’ex studente di Harvard è il terzo uomo […]

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Mark Zuckerberg, CEO e co-fondatore di Facebook, ha superato Warren Buffet diventando il terzo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato di più di 81 miliardi di dollari

Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook, è entrato ufficialmente nell’elite dei Paperoni mondiali. Bloomberg ha confermato che l’ex studente di Harvard è il terzo uomo più ricco a livello globale con un patrimonio stimato di 81,6 miliardi di dollari. Zuckerberg ha superato per 373 milioni il più importante value investor di sempre Warren Buffet, conosciuto anche come l'”oracolo di Omaha”. Il CEO di Facebook, che ha acquisito la startup Bloomsbury AI per combattere le fake news, è riuscito in questa scalata grazie all’aumento del valore delle azioni del social network (+ 2,4%) dopo che lo scorso marzo lo scandalo Cambdrige Analytica aveva provocato un crollo dei titoli a Wall Street.

Questa è la prima volta che il podio delle persone più ricche del Pianeta si compone solo di esponenti del settore della tecnologia. Al primo posto troviamo il patron di Amazon Jeff Bezos, che è convinto di poter costruire le future colonie lunari grazie alla sua agenzia spaziale Blue Origin, con 142 miliardi di dollari di patrimonio personale. La seconda posizione è invece occupata dal fondatore di Microsoft Bill Gates, che dopo aver abbandonato la guida del colosso di Redmond si è dedicato a progetti umanitari. Gates, che nonostante anni di battaglie commerciali ha ammesso che Apple è un’azienda straordinaria, sul proprio conto bancario avrebbe 94,2 miliardi di dollari.

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