Quarant’anni di musica per Piero Pelù, il “toro loco” o “el diablo”, a scelta, della musica italiana. Per festeggiare l’importante traguardo pubblica domani il nuovo album “Pugili fragili”

Una botta di energia questo disco, come nelle corde di Pelù e dei Litfiba. “Pugili fragili” contiene anche “Gigante”, canzone classificata quinta al Festival di Sanremo, e la travolgente cover di “Cuore matto” presentata all’Ariston. Nel resto del disco troviamo grinta, melodie e rock, sfumature punk e metal, sprazzi di elettronica, amore e temi sociali. E due collaborazioni: “Luna nuda” è  stata scritta con Francesco Sarcina delle Vibrazioni e “Fossi foco” scritta e cantata con Andrea Appino degli Zen Circus.

Da luglio Piero Pelù tornerà  a esibirsi dal vivo con un tour che lo vedrà impegnato su e giù per l’Italia, a partire dal 3 luglio da Isola di Castello a Legnano (Milano) per il Rugby Sound Festival.

Piero, ci racconti questo disco?

Intanto faccio notare un particolare della copertina: sul braccio ho delle squame, significano che sto mutando, che ho scelto linguaggi diversi, che sono nuovo con questo disco. L’antipasto lo avevo dato già con “Picnic all’inferno” e con “Gigante”, ma poi nel resto del disco suono ancora diverso”.

La collaborazione con Luca Chiaravalli alla produzione com’è stata?

Per me molto positiva, quello che volevo è arrivato; tutta l’anima elettronica che volevo potevo riuscire a farla solo con lui. Il compromesso del nostro discutere ogni giorno (ride, nda) è il disco che potete ascoltare. Per me era importante mettere nell’album tutti i generi che ho toccato in tutti questi anni, anche con i miei amatissimi Litfiba.

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Un bilancio di questo cambio di pelle?

Questa somma di energie esplode nei solchi del disco ed è esplosa anche a Sanremo. Non è stato facile, era una scommessa ma sono abbastanza incosciente da non preoccuparmi del dopo, vivo il presente. Credo in “Gigante”, nel tema della rinascita ispirata dai ragazzi del carcere di Nisida, a Napoli; l’ho fatto mio e si lega alla muta della pelle del serpente che cambia e va avanti. Sono un istintivo ma razionalizzo tanto quello che faccio, è una doppia anima con cui io convivo da anni.

Piero Pelù: Sanremo, il tour, la carriera

Il tuo approccio al Festival com’è stato?
Easy. Non mi interessava la gara, per me 40 anni di musica andavano festeggiati. Sono arrivato a un’età in cui o ti diverti o vai a fare l’orto. Ho optato per la prima strada. Sarei in grado di mettere energia anche nell’orto, ma farò musica finché potrò.

I concerti della prossima estate come saranno?
In tour non celebro ma festeggio tutta la vita di cui mi sono circondato in questi anni. Porterò avanti il Clean Beach Tour (in cui Piero Pelù pulisce le spiagge inquinate insieme a volontari e fan, nda) abbinandolo alle date del tour dove sarà possibile. Magari farò un Clean River Tour dove ci sono fiumi inquinati.

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Dopo 40 anni di musica cosa ci dice Piero Pelù?

Mi ritengo a scuola tutti i giorni, c’è sempre qualcosa da imparare. Prendere legnate insegna, dalle cose facili non si impara.